Welfare

La spesa per ticket sanitari nelle diverse regioni d’Italia

17 giugno 2022

Intermedio

La spesa per ticket sanitari nelle diverse regioni d’Italia

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In Italia la compartecipazione dei cittadini alla spesa legata ai ticket sanitari è stata nel 2020 pari a circa 2,7 miliardi, con una spesa pro-capite in calo rispetto al 2019 (da circa 61 a 49 euro). Questa diminuzione è dovuta principalmente alle minori entrate legate alla specialistica ambulatoriale, a seguito del minor numero di visite ed esami specialistici durante la pandemia e dell’abolizione del Superticket nell’ultimo trimestre dell’anno. Inoltre, anche se nel complesso la spesa pro-capite per ticket, al netto del Superticket, è piuttosto omogenea tra le regioni, esiste una correlazione inversa tra spesa pro-capite per ticket in servizi sanitari e spesa pro-capite in farmaci: le regioni dove la spesa pro capite per ticket farmaceutici è più alta, hanno una spesa pro capite minore per servizi sanitari.

* * *

La compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria pubblica[1]

Il valore della compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria pubblica in Italia (il valore dei “ticket”) è stato nel 2020 di circa 2,7 miliardi. Negli ultimi anni l’andamento è stato piuttosto costante (Tav. 1), ma la spesa per i ticket è calata di 682 milioni nel 2020, principalmente per i minori proventi (566 milioni) legati alla specialistica ambulatoriale (visite specialistiche, esami strumentali, esami di laboratorio, prestazioni terapeutiche e di riabilitazione effettuate in ambulatorio). Questo calo è dovuto a un minor numero di visite ed esami specialistici durante la pandemia e all’abolizione del Superticket nell’ultimo quadrimestre dell’anno.[2] Quest’ultima ha permesso agli assistiti di risparmiare circa 150 milioni negli ultimi mesi del 2020, con un risparmio a regime di circa 450 milioni all’anno secondo una stima approssimativa basata su dati raccolti con il sistema della Tessera sanitaria.[3] Il restante calo della spesa (116 milioni) è legato all’emergenza Covid che, incidendo sulla mobilità, ha portato a minori consumi di farmaci (-95 milioni), al rallentamento degli ingressi in codice bianco in Pronto Soccorso (-18 milioni di euro) e ad altre minori spese (-3 milioni).

I ticket hanno importi diversi tra le regioni italiane, che hanno margini per variarle all’interno di vincoli nazionali posti dallo Stato. Quanto sono rilevanti le differenze tra le regioni? Per rispondere consideriamo la spesa pro-capite nel 2020, ma al netto del Superticket, ormai eliminato.

La spesa pro-capite complessiva è abbastanza omogenea tra regioni, ma con alcune rilevanti eccezioni (Fig.1). Le deviazioni dalla media nazionale pro capite (39 euro all’anno nel 2020 al netto del Superticket) sono di pochi euro per tutte le regioni tranne, da un lato Val d’Aosta (68 euro), PA Bolzano (57 euro) e Veneto (49 euro) e, dall’altro, Piemonte (30 euro) e Sardegna (27 euro). Rispetto al 2019 tutte le regioni hanno subito un calo della spesa per ticket, ma il decremento maggiore è avvenuto in Piemonte e PA di Trento[4]  (rispettivamente -30 e -36 per cento) a causa delle modifiche apportate dalla normativa regionale sulla quota fissa della farmaceutica convenzionata e ambulatoriale.[5]

Scomponendo la spesa pro-capite per prodotti farmaceutici e servizi sanitari[6], emerge una correlazione inversa tra questi due tipi di spesa (coefficiente di correlazione -0,5) ed, escludendo due outliers (le piccole Val d’Aosta e P.A. Bolzano), la correlazione negativa sale a -0,7 (Fig.2). Questo correlazione negativa riduce le differenze di spesa tra regioni a livello complessivo (come evidente dalla Fig.1).

Solo in Piemonte, Marche, Veneto e Umbria la spesa è divisa in modo equilibrato tra farmaci e servizi sanitari (Fig.2). La maggior parte delle regioni del Sud ha invece una spesa più sbilanciata verso i prodotti farmaceutici, con il caso limite della Campania che ha registrato il valore più elevato in termini di spesa pro-capite per ticket farmaceutici (circa 35 euro per i farmaci e 6,5 euro per i servizi sanitari). Viceversa, nelle regioni del Nord la spesa per ticket per servizi sanitari è significativamente superiore rispetto a quella per ticket farmaceutici (ad esempio PA Trento: circa 12,5 euro per i farmaci e 25 euro per i servizi sanitari). [7]

 


[1] Una precedente nota ha confrontato il valore della compartecipazione alla spesa sanitaria pubblica tra diversi paesi europei concludendo che tale compartecipazione in Italia è generalmente più bassa di quella degli altri paesi: https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-gli-importi-dei-ticket-sanitari-nei-paesi-europei

[2] Art. 1, comma 446, della L 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020). Il Superticket era una quota fissa aggiuntiva di 10 euro sul ticket regionale principalmente per le prestazioni di specialistica ambulatoriale.

[3] La diminuzione attribuibile all’abolizione del Superticket è più bassa rispetto a quella riportata nella Tav. 1 (284 milioni) perché nel corso del 2020 è diminuito il numero degli esami specialistici a causa della pandemia.

[4] A partire dal 1 gennaio 2020, sia la quota fissa di 3 euro sulle ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale sia la quota fissa di 1 euro sulle ricette per la farmaceutica convenzionata sono state abolite. Vedi: Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento, Comunicato n. 2790, 05/11/2019.

[5] In Piemonte dal 1/3/2019 è stato abolito il ticket sulla farmaceutica convenzionata per tutti i cittadini residenti. Vedi: Delibera n. 39-8425/2019, Giunta regionale Piemonte, 1° marzo 2019. Per quanto riguarda la PA di Trento, a partire dal 1 gennaio 2020 sia la quota fissa di 3 euro sulle ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale sia la quota fissa di 1 euro sulle ricette per la farmaceutica convenzionata sono state abolite. Vedi: Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento, Comunicato n. 2790, 05/11/2019.

[6] Nei servizi sanitari è inclusa la spesa pro-capite per ticket legati alla specialistica ambulatoriale, al pronto soccorso e ad altre prestazioni. Per i prodotti farmaceutici si intende solo quelli di fascia A rimborsati dal SSN.

[7] Questa differenziazione tra regioni nella spesa per ticket sanitari e farmaceutici è evidenziata anche in un recente rapporto dell’ Aifa, l’agenzia del farmaco (L’uso dei Farmaci in Italia Rapporto Nazionale, Anno 2020, pag.31: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1542390/Rapporto-OsMed-2020.pdf ) che nota come la spesa per ticket farmaceutici sia più elevata nelle regioni a reddito più basso.

 

Un articolo di

Michela Garlaschi

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