Welfare

Gli importi dei ticket sanitari nei paesi europei

03 giugno 2022

Intermedio

Gli importi dei ticket sanitari nei paesi europei

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Esistono importanti differenze nella condivisione dei costi della sanità pubblica (i cosiddetti “ticket”) tra paesi dell’Unione Europea. I ticket in Italia in media sono più bassi di quelli degli altri paesi UE qui considerati, tranne che nel caso delle visite specialistiche ambulatoriali dove, soprattutto per spese di un importo relativamente elevato, l’Italia è vicino alla media.

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I ticket in alcuni paesi dell’Unione Europea

Nei paesi dell’Unione Europea viene solitamente richiesta una compartecipazione dei costi con i pazienti al momento dell’erogazione di una prestazione sanitaria pubblica (cd. cost-sharing). Questa compartecipazione può essere: (i) una quota fissa indipendente dal costo del servizio (spesso chiamato co-payment) e/o (ii) una percentuale del costo del servizio fino a un certo importo massimo annuale (spesso chiamato co-insurance).[1] Nel seguito si considerano prima le compartecipazioni per i servizi sanitari e poi quelle sui prodotti farmaceutici.

Servizi sanitari

La Tav.1 riporta gli importi dei ticket per tre tipi di servizi per 17 paesi europei: le visite presso il medico di base, le prestazioni di specialistica ambulatoriale con ricetta (visite specialistiche, esami strumentali, esami di laboratorio, prestazioni terapeutiche e di riabilitazione effettuate in ambulatorio) e i servizi di degenza ospedaliera giornaliera.

 

In base ai dati della Tav. 1 si può calcolare una “classifica” dei paesi per livello di costo della compartecipazione sia in termine di co-payment che di co-insurance. Visto che tale compartecipazione può essere espressa anche come percentuale del prezzo del servizio, la classifica dipende, in parte, dagli importi considerati. Nel dettaglio:

  • Per le visite presso il medico di base consideriamo la classifica per una spesa di 100 euro e per una di 20 euro (Fig.1). Il costo pagato in Italia è in entrambe i casi nullo (come anche in Danimarca, Estonia, Grecia, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Spagna). Nel caso di una spesa di 100 euro la media europea è di circa 10 euro (come in Germania). Il contributo a carico del paziente è molto alto in Finlandia (41 euro) e Francia (31 euro). Tuttavia, ipotizzando una spesa di 20 euro, i paesi con un co-payment più alto (Svezia e Austria) guadagnano posizioni in classifica perché penalizzati sulle piccole spese. Al contrario la Francia che ha un co-payment simbolico di 1 euro scende alle ultime posizioni.

  • Per le degenze ospedaliere di un giorno ipotizziamo una spesa di 500 euro.[3] In 9 dei paesi considerati ai pazienti viene richiesta una compartecipazione, mentre in Italia e in altri 6 paesi (Danimarca, Grecia, Malta, Polonia, Portogallo e Spagna) il costo è zero (Fig. 2). Le ospedalizzazioni giornaliere più costose si trovano in Finlandia (ticket di 49€) e in Belgio (ticket di 44€) (Fig. 2). La Francia è un caso particolare perché è l’unico tra i paesi considerati che applica un mix di co-payment and co-insurance: se si considera la sola quota fissa di 20 euro, la Francia sarebbe quarta in classifica; tuttavia, i pazienti devono pagare anche il 20 per cento del costo del servizio, quindi la spesa per una degenza ospedaliera giornaliera in Francia arriva a 120 euro, anche se esistono diverse esenzioni. [4]

  • Per la specialistica ambulatoriale, consideriamo una spesa di 80 euro (per esempio per un’ecografia cardiaca) e una di 350 euro (per esempio per una risonanza magnetica del tronco encefalico).[5] Nel primo caso, l’esborso maggiore per il paziente è in Grecia (72 euro) e in Belgio (44 euro), seguite da Finlandia (41 euro) e dall’Italia (36,15 euro) (Fig.3). Nel secondo caso, l’Italia passa al settimo posto superata, nell’ordine, da Belgio, Francia, Austria, Lussemburgo, Grecia e Finlandia. In altri paesi la spesa è più bassa (Estonia e Lettonia) o gratuita (Danimarca, Malta, Polonia e Spagna) a eccezione di alcune specialità (visite dentistiche, oculistiche, otorino-laringoiatra, assistenza domiciliare, vaccinazioni per viaggi).

Prodotti farmaceutici

Passando alla spesa farmaceutica convenzionata, la co-insurance è la modalità di compartecipazione dei costi più utilizzata nei paesi considerati e può variare in base alla categoria del farmaco (Belgio, Estonia, Francia, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo) o del reddito (Spagna), oppure diminuire quando la spesa cumulativa dei pazienti eccede un tetto massimo (Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia). In Francia, la co-insurance è abbinata a un co-payment entro un limite annuale; in Italia, i pazienti pagano un co-payment per confezione (max 1 euro) e per ricetta (max 5 euro) che varia, entro i massimi indicati, in base alla regione, ma nessuna co-insurance (Tav.2).

Per confrontare l’entità dei ticket farmaceutici, sulla base dei dati presentati in Tav.2, consideriamo due ipotesi di spesa: (i) l’acquisto di 20 farmaci di tipo generico al costo di 10 euro l’uno e (ii) l’acquisto di 10 farmaci a 50 euro l’uno (Fig.4). In entrambi i casi, i ticket italiani sono tra i più bassi. Ciò detto, la classifica specifica muta a seconda del tipo di cost-sharing adottato, tranne per Malta dove la spesa è a carico interamente del paziente (200 euro nel primo caso e 500 euro nel secondo). I paesi che prevedono entrambe le modalità di condivisione dei costi e con una co-insurance particolarmente elevata sono penalizzati quando il prezzo del farmaco è più alto (Belgio e Portogallo); invece quelli con solo il co-payment guadagnano posti in classifica all’aumentare del numero di farmaci acquistati (Austria, Germania, Italia). Un altro determinante nella classifica è il tetto massimo di rimborso: ad esempio per i Paesi Bassi, la soglia è di 385 euro quindi, nel primo scenario lo stato pagherà l’intero importo, mentre nel secondo ci sarà un cost-sharing di 115 euro.


[1] Le definizioni sono prese da OECD: https://www.oecd-ilibrary.org/docserver/9789264270985-en.pdf?expires=1652189064&id=id&accname=ocid56023214&checksum=4D53FF958B54D374ADDD7EAFA089E81F. Ad esempio, un co-payment è quando si paga 30 euro per un esame indipendentemente dal prezzo richiesto dal laboratorio. Una co-insurance del 20 per cento, invece, comporta un pagamento crescente al crescere del prezzo fino a un certo massimo.

[2] Il ticket per le prestazioni di specialistica ambulatoriale riportato nella tavola è quello riportato nel sito del Ministero della Salute. In realtà questo è un massimo per ricetta, fatti salvi gli assistiti che godono di esenzione. Inoltre, in alcune regioni il tetto massimo è più alto.

[3] Questo importo è vicino al costo medio per le degenze giornaliere ospedaliere in Francia nel 2021. Fonte: World Health Organisation (WHO).

[4] L’esonero completo dalle spese ospedaliere avviene nei seguenti casi: per i beneficiari di una pensione di disabilità e militare; per ricoveri legate a malattia di lunga durata; per i neonati con meno di un mese di vita; per le cure alla maternità da quattro mesi prima del parto fino a dodici giorni dopo il parto; per le vittime di incidenti sul lavoro e di atti di terrorismo.

[5] Questi importi sono tratti dalle tavole con i costi per le prestazioni pubblicare sul sito della Regione Lombardia per il 2021.

Un articolo di

Michela Garlaschi

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