Welfare

Un confronto tra definizioni di spesa pensionistica

20 gennaio 2022

Intermedio

Un confronto tra definizioni di spesa pensionistica

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Diverse istituzioni pubbliche nazionali e internazionali pubblicano varie definizioni di spesa pensionistica. Questa nota spiega le differenze fra le diverse definizioni.

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Istat, Ragioneria Generale dello Stato (RGS), Inps e Eurostat pubblicano diversi dati sulla spesa pensionistica italiana. Per esempio, per il 2019 la RGS riporta una spesa pensionistica di 275 miliardi, l’INPS di 272 miliardi mentre l’Eurostat di 286 miliardi. Talvolta, la stessa istituzione pubblica diverse definizioni di spesa pensionistica. Per esempio, nel 2019, l’aggregato Istat “Pensioni e Rendite” dell’area Previdenza relative alle amministrazioni pubbliche (AP) era di 275 miliardi mentre quello Istat “Prestazioni sociali delle AP” sempre dell’area Previdenza contava 318 miliardi.[1]
Per spiegare queste differenze occorre ricordare che, all’interno degli aggregati di spesa pensionistica esistenti, esistono tre tipologie di pensioni:

  • Pensioni di vecchiaia, invalidità e superstiti (IVS): corrisposte a seguito dell’attività lavorativa svolta dalla persona che raggiunge determinati limiti di età anagrafica o di anzianità contributiva (pensioni IVS dirette). In caso di morte della persona, tali prestazioni possono essere corrisposte ai superstiti (pensioni IVS indirette).[2] In questa categoria rientrano le pensioni anche le pensioni anticipate (tra cui quota 100 e Opzione Donna);
  • Pensioni indennitarie: hanno come obiettivo indennizzare la persona per infortuni sul lavoro e per malattie professionali, direttamente o ai superstiti. Per questa tipologia di pensioni il diritto e l’entità della prestazione non sono correlati agli anni di versamento contributivo, bensì al danno subito e alla retribuzione percepita;
  • Pensioni assistenziali: sono volte a garantire un reddito minimo a persone incapaci di procurarselo a causa di menomazioni congenite o sopravvenute o semplicemente per età avanzata, indipendentemente dal versamento dei contributi. Tra di queste, per esempio, troviamo l’indennità di accompagnamento agli invalidi civili, gli assegni sociali, le pensioni di guerra, le prestazioni agli invalidi civili, non vedenti e non udenti.[3]

Come differiscono i diversi aggregati di spesa pensionistica?

La Tavola 1 illustra la composizione e le relative differenze dei diversi aggregati di spesa pensionistica utilizzati da RGS, Eurostat, INPS e ISTAT.  
 

Eurostat:
Il sistema utilizzato da Eurostat per confrontare le statistiche dei conti della spesa sociale in Europa è il cosiddetto ESSPROS (European System of integrated Social Protection Statistics). Il sistema scompone le varie prestazioni sociali in base alle funzioni a cui queste rispondono (salute, vecchiaia, invalidità, superstiti, disoccupazione, carichi familiari, problemi abitativi ed esclusione sociale). Sulla base di questo sistema, Eurostat utilizza due diversi aggregati con riferimento alla spesa pensionistica:

  • Funzioni: “Old age”, “Survivors” e “Disability”
    L’aggregato comprende la somma delle erogazioni sotto le funzioni di Old age (Vecchiaia), Survivors (Superstiti) e Disability (Invalidità).
    1. La funzione Vecchiaia include le pensioni dirette IVS, esclusa la quota dei prepensionamenti classificata nella funzione Disoccupazione. L’aggregato comprende pensioni e assegni sociali, la liquidazione di fine rapporto (TFR) per la funzione Vecchiaia, alcune spese per servizi erogati a protezione della funzione Vecchiaia (sotto altre prestazioni non pensionistiche) e le pensioni integrative corrisposte dai fondi pensione privati.
    2. La funzione Superstiti include le pensioni IVS indirette, le pensioni di guerra indirette e le rendite infortunistiche indirette.
    3. La funzione Invalidità comprende le pensioni IVS di invalidità e inabilità, le rendite infortunistiche con età inferiore all’età pensionabile, le prestazioni per invalidità civile (inclusa la spesa per indennità di accompagnamento) e le pensioni di guerra. Anche per questa funzione si conteggia una quota del TFR.
  • Expenditure on pensions 
    Questo aggregato è quello maggiormente utilizzato per confronti internazionali. Rispetto al precedente, aggiunge la quota dei prepensionamenti classificata nella funzione Disoccupazione, ma esclude l’indennità di accompagnamento agli invalidi civili e altre prestazioni non pensionistiche e anche il TFR. Quindi anche questo aggregato include diverse prestazioni di carattere assistenziale.[4]

Istat:

  • Pensioni e rendite
    La definizione utilizzata dall’ISTAT si trova nei Conti della Protezione Sociale e include sia le pensioni IVS sia le rendite infortunistiche erogate dalle amministrazioni pubbliche (AP). Esso viene calcolato con riferimento solo alle Istituzioni pubbliche.[5]
  • Prestazioni sociali: “Previdenza”
    Questo aggregato ingloba quello precedente ed è anch’esso presente nei Conti della Protezione Sociale. Tuttavia, sempre per le Istituzioni pubbliche, comprende altre voci tra cui il trattamento di fine rapporto (TFR), ossia le liquidazioni, gli assegni familiari e quelli di integrazione salariale, l’indennità di disoccupazione-malattia e maternità (categoria altri sussidi e assegni).

Ragioneria Generale dello Stato:

  • Spesa pensionistica
    La definizione di spesa pensionistica usata dalla Ragioneria Generale dello Stato, che è stata concordata nell’ambito del gruppo di lavoro sugli effetti dell’invecchiamento demografico costituito presso il Comitato Economico e Finanziario dell’Unione Europea, include le pensioni IVS erogate da Istituzioni pubbliche ma, a differenza di quella ISTAT, comprende anche le pensioni sociali (assegno sociale).[6]

Inps:

  • Rate di pensione
    La definizione si riferisce alle rate di pensione erogate solamente dall’INPS e si trova nel Rendiconto generale INPS.[7] Questa, oltre alle pensioni IVS, include alcune voci di carattere assistenziale quali le pensioni per invalidi civili e le pensioni/assegni sociali ma esclude il TFR e le pensioni indennitarie.

Questi aggregati differiscono soprattutto in livello, ma la dinamica nel corso del tempo è simile. (Fig.1) L’unica eccezione riguarda il marcato incremento della spesa pensionistica INPS nel 2012 rispetto all’anno precedente. Questo balzo è dovuto all’incorporazione nell’aggregato INPS di due diversi istituti in quell’anno: l'Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica (INPDAP), che ora è diventato l’INPS Gestione Dipendenti Pubblici, e l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza ai Lavoratori dello Spettacolo (ENPALS).[8]


[1] Vedi rapporto: “Commissione tecnica di studio sulla classificazione e comparazione della spesa pubblica per finalità previdenziali e assistenziali”, pag. 32 e 34.

[2]Vengono Incluse in questa categoria le pensioni provvisorie erogate al personale militare direttamente dalle Amministrazioni e dallo Stato, tranne che per l’aggregato RGS. Incluse anche le pensioni erogate da Organi Costituzionali dello Stato e dalle Regioni ai propri ex-dipendenti.

[3] L’indennità di accompagnamento è: “una prestazione economica a favore dei soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita”.

[7] Vedi Rendiconto generale dell’anno 2019, Tomo I, Tabella 18 pagina 402.

[8] Vedi legge n.214/2011.

Un articolo di

Luca Favero

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