Altro

Le ore di lavoro dei docenti italiani: i risultati di una nostra indagine

04 gennaio 2022

Facile

Le ore di lavoro dei docenti italiani: i risultati di una nostra indagine

Condividi su:

I docenti italiani lavorano in media 36 ore settimanali, con le ore di insegnamento previste da contratto (18) che rappresentano soltanto il 50 per cento di questo ammontare. Questo è il risultato che emerge da un nostro sondaggio a cui hanno risposto 166 insegnanti. Sarebbe però utile avere maggiori informazioni ufficiali su questo tema, anche alla luce dell’opportunità di fissare un orario di lavoro complessivo ben definito per i docenti.

* * *

In Italia, il numero di ore di insegnamento settimanali dei docenti è definito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Istruzione e Ricerca (25 per la scuola dell’infanzia, 24 per la primaria e 18 per la secondaria).[1] Il contratto però non definisce chiaramente le ore che devono essere dedicate ai compiti diversi dall’insegnamento diretto.

Come è noto, però, i docenti (italiani e non) svolgono una serie di ulteriori attività extra-insegnamento nell’ambito della propria professione. Alcune di queste sono legate alla sfera strettamente scolastica, come la preparazione e la correzione di verifiche scritte o la partecipazione a collegi docenti, consigli di classe, di dipartimento e colloqui con i genitori. Altre riguardano adempimenti burocratici, come la compilazione del registro elettronico o la stesura di rapporti sull’attività di insegnamento. Tutte queste mansioni non sono coperte esplicitamente, in termini di ore di lavoro, dal CCNL Istruzione e Ricerca. Inoltre, non esistono chiare statistiche ufficiali sul tempo speso dagli insegnanti in queste attività.

Le ore effettive di lavoro degli insegnanti in Italia: il risultato della nostra indagine

Per quantificare le ore di lavoro aggiuntivo, abbiamo chiesto a 166 docenti delle scuole superiori di secondo grado di fornire una stima delle ore di lavoro extra-insegnamento.[2] Il campione risultante è sufficientemente eterogeneo, sia da un punto di vista geografico (61 per cento Centro-Nord e 39 per cento Sud) che rispetto alle scuole di appartenenza (51 per cento licei, 37 per cento istituti tecnici e 12 per cento istituti professionali).

I risultati dell’indagine suggeriscono che il totale di ore settimanali effettivamente lavorate sia in media di poco inferiore a 36, composto da 18 di insegnamento e da circa 18 aggiuntive (Fig. 1). Questo ammontare settimanale è in linea con gli orari degli altri dipendenti pubblici. Pertanto, le ore contrattuali di lezione rappresentano soltanto il 50 per cento del carico di lavoro complessivo.

Il peso delle ore extra-insegnamento nella vita degli insegnanti è elevato indipendentemente dal tipo di scuola (Tav. 1).

I docenti che insegnano materie in ambito umanistico e linguistico lavorano circa 19 ore settimanali in più rispetto a quelle dedicate all’insegnamento; chi insegna in aree scientifiche ed economiche, invece, lavora mediamente 17 ore aggiuntive. Questa differenza, seppur contenuta, è riconducibile al fatto che docenti di matematica, fisica e discipline simili sono mediamente meno coinvolti in incarichi extra (20 su 57, ovvero circa il 35 per cento) rispetto a colleghi che insegnano in ambito umanistico (48 su 94, poco più del 50 per cento).

Il sondaggio indica anche che i docenti più anziani lavorano in media più ore extra-insegnamento rispetto ai colleghi più giovani (19 ore aggiuntive a settimana per la fascia 41-50 anni, contro le 16 ore in più per la fascia 31-40).

I nostri risultati sono in linea con quelli di un’indagine indipendente commissionata dalla Provincia autonoma di Bolzano nel 2006.[3]  In quest’ultima, infatti, le ore effettive di lavoro settimanali ammontavano a circa 36, con picchi più elevati durante i periodi scolastici intensivi (ottobre-novembre e febbraio-marzo).

Conclusioni

Il nostro sondaggio potrebbe sovrastimare le ore extra insegnamento, in quanto compilato dai diretti interessati. È però strano che non esistano rilevazioni ufficiali in merito. In molte attività, in Italia e all’estero, si richiede al personale coinvolto di indicare giorno per giorno il tempo dedicato alle varie attività, acquisendo informazioni fondamentali per migliorare la gestione del lavoro. Alla luce dell’esperienza internazionale, è anche strano che le ore lavorative complessive non siano fissate da contratto. Infatti, molti contratti di lavoro esteri definiscono sia le ore di lezione che quelle totali, assicurando maggiore trasparenza all’intero sistema scolastico.


[2] Nell’analisi sono stati considerati solamente docenti a tempo pieno.

[3] Questa analisi ha lo stesso scopo dell’indagine da noi condotta, ma con focus soltanto sui docenti della Provincia di Bolzano. Vedi: https://apollis.it/download/19dextefXDGd.pdf.

Un articolo di

Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani

Condividi su:

Newsletter

Vuoi essere aggiornato
sui temi più importanti
di economia e conti pubblici?

Iscriviti alla newsletter dell'Osservatorio CPI