Per rispondere agli aumenti del prezzo dei carburanti, le istituzioni internazionali sconsigliano il taglio delle accise perché avvantaggia indiscriminatamente tutti i consumatori, compresi quelli che, avendo redditi sufficienti, non avrebbero bisogno di sostegno. Un’alternativa sono i trasferimenti mirati ai redditi bassi. Una critica frequente a questi ultimi è che, a causa dell’evasione fiscale, le risorse finirebbero anche a chi dichiara un reddito inferiore a quello effettivo, vanificando l'intento della misura. Questa nota dimostra che l’errore di selezione dei beneficiari associato al taglio delle accise è sempre superiore a quello dei trasferimenti mirati, anche in caso di massima evasione. Il motivo è che, mentre il trasferimento ha un importo fisso, il beneficio del taglio delle accise cresce con il consumo. Poiché il consumo di carburante è maggiore nelle fasce di reddito più alte, queste ultime beneficiano di più dello sconto. Secondo le nostre stime, sotto certe ipotesi, con il taglio delle accise l’82% delle risorse finirebbe ai redditi alti. Con il trasferimento mirato alle famiglie con reddito più basso, anche nell’ipotesi di un’evasione estremamente elevata, la quota di risorse dispersa sarebbe il 32%.
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In risposta ai recenti aumenti di prezzo dei carburanti, il Governo italiano ha tagliato le accise di benzina e gasolio, anche se attualmente i tagli sono contenuti. Tale scelta è stata criticata dalla Commissione Europea, che nelle più recenti raccomandazioni economiche all’Italia ha scritto: “L'esperienza acquisita con la crisi energetica del 2022-2023 ha dimostrato che misure ad ampio raggio e non mirate comportano elevati costi di bilancio e sono inefficienti dal punto di vista sociale ed economico”.[1] In generale, il taglio delle accise è stato ripetutamente criticato dalle principali istituzioni economiche internazionali, in quanto avvantaggia indiscriminatamente tutti i consumatori, compresi quelli che, avendo redditi sufficienti, non avrebbero bisogno di un aiuto pubblico.[2]
Un’alternativa al taglio delle accise sono i trasferimenti monetari diretti unicamente alle famiglie più vulnerabili. La critica che viene rivolta a questa proposta poggia sull’alta evasione fiscale del nostro Paese: ci sono individui che, dichiarando un reddito inferiore a quello reale, riceverebbero il trasferimento senza averne effettivo bisogno. Anche in questo caso, quindi, si darebbero soldi pubblici a chi non ne ha bisogno.
In quale caso si genera un “errore di selezione” maggiore? Tagliando le accise, e quindi non distinguendo a seconda del reddito e avvantaggiando anche chi non avrebbe bisogno di aiuto statale, o con una distinzione imperfetta a causa dell’evasione?[3]
L’errore di selezione nel taglio delle accise e nel trasferimento mirato
Confrontiamo l’errore di selezione dei beneficiari in caso prima di trasferimento mirato e poi di taglio delle accise.
Trasferimento mirato
In linea di principio, il governo vorrebbe erogare un trasferimento solo a chi ha un reddito effettivo inferiore a una certa soglia. Dividiamo quindi la popolazione (N) in due gruppi:
- Una quota q, che ha un reddito effettivo superiore alla soglia e non avrebbe bisogno del trasferimento (d’ora in poi definiti “redditi alti”).
- Una quota 1-q, che ha un reddito effettivo inferiore e quindi avrebbe bisogno del trasferimento (“redditi bassi”).
Tuttavia, il criterio in base al quale si riceve o meno il trasferimento è una soglia di reddito dichiarato, non di reddito effettivo. In presenza di evasione, questo crea un problema perché, con una soglia in termini di reddito dichiarato, si trasferiscono risorse anche a chi non ne ha bisogno. Quanto è elevato l’errore di selezione dei beneficiari dovuto all’evasione?
Chiamiamo e la “quota di evasione”, cioè la quota di redditi alti che, dichiarando un reddito più basso di quello reale, riceve il trasferimento pur non avendone bisogno.
Il costo per lo Stato del trasferimento mirato (CT) è l'importo del trasferimento T (espresso in euro al mese) moltiplicato per la platea di chi lo riceve, ovvero i redditi bassi (1-q) e i redditi alti che figurano come bassi per via dell’evasione (q⋅e):[4]
L’errore di selezione è la spesa ricevuta dagli evasori (T⋅N⋅q⋅e); l’errore percentuale è tale somma divisa per CT, ossia (eliminando T⋅N):
Taglio delle accise
Chiamiamo S lo sconto in euro al litro (il taglio dell’accisa applicato al prezzo di mercato).[5] Occorre differenziare la popolazione a seconda dei livelli di consumo, visto che il consumo dei redditi alti, come vedremo, è empiricamente più alto del consumo dei redditi bassi. Chiamiamo il consumo medio di carburante per i redditi alti cH, mentre il consumo medio di carburante per i redditi bassi è cL .
La spesa per lo Stato del taglio delle accise (CA) è pari allo sconto per litro moltiplicato per i consumi mensili dell'intera popolazione:
L’errore di selezione del taglio delle accise è lo sconto ricevuto dai redditi alti ossia S⋅N⋅q⋅cH; l’errore percentuale è tale somma diviso CA:
Per quali quote di evasione l’errore percentuale del trasferimento mirato è maggiore rispetto al taglio delle accise?[6]
Poniamo λT > λA:
Che, semplificando, equivale a:
La quota di evasione deve superare il rapporto tra consumo medio di carburante dei redditi alti e consumo medio di carburante dei redditi bassi. È largamente documentato dalla letteratura economica che il consumo di carburante cresce al crescere del reddito.[7] Il consumo di carburante dei redditi alti è quindi certamente superiore a quello dei redditi bassi, ossia:
Affinché l’errore di selezione del trasferimento mirato sia superiore a quello del taglio delle accise, e dovrebbe essere superiore a 1; ma essendo e una percentuale, è impossibile che abbia valore superiore a 1. Se i redditi alti consumano più carburante dei redditi bassi, l’errore di selezione generato dal trasferimento mirato è sempre inferiore a quello generato dal taglio delle accise, a prescindere dal livello di evasione.
La conclusione matematica ha un aspetto intuitivo. Ipotizziamo un’evasione massima (tutti i redditi alti figurano come bassi a causa dell’evasione, e=1), sicché tutti ricevono il trasferimento: essendo il trasferimento un importo fisso slegato dai consumi, la somma ricevuta da ogni individuo è la stessa per i redditi alti e bassi. In caso di taglio delle accise, invece, lo sconto assoluto ricevuto da ogni individuo cresce con il consumo. I redditi più alti, consumando di più, riceveranno uno sconto maggiore di quelli bassi, determinando un errore di selezione maggiore rispetto al trasferimento, in cui redditi alti e bassi ricevono la stessa cifra.[8]
È però vero che al crescere della quota di evasione l’errore di selezione del trasferimento cresce. Intuitivamente, se più redditi alti riescono a figurare come bassi evadendo, più redditi alti ricevono il trasferimento e l’errore aumenta, pur restando inferiore a quello di taglio delle accise. Matematicamente, dividendo numeratore e denominatore dell’errore del trasferimento (λT) per e otteniamo:
Al crescere di e, il numeratore di λT è fisso mentre il denominatore si riduce, quindi λT aumenta. L’errore delle accise (λA) invece non cambia al crescere di e. Di conseguenza, quanto più alto è il grado di evasione, tanto più basso è il vantaggio del trasferimento rispetto al taglio delle accise.
Un esempio
Applichiamo il modello ai dati reali, supponendo che il Governo stanzi una certa quantità di risorse, da destinare al taglio delle accise oppure al trasferimento.
Le ipotesi sui parametri sono:
- La soglia per il trasferimento è fissata a un livello che corrisponde al 30% inferiore della distribuzione del reddito effettivo, che chiameremo “a basso reddito”. La quota dei redditi bassi (1-q) è dunque il 30%, quella dei redditi alti (q) il 70%.[9]
- Secondo l’Istat, la spesa media per famiglia per l’acquisto di carburanti è 129 euro al mese. Per stimare i consumi dei redditi alti e bassi, assumiamo che le famiglie a basso reddito siano quelle che consumano meno, e che quelle ad alto reddito siano quelle che consumano di più. Attribuiamo quindi alle famiglie a basso reddito (il 30% inferiore) la spesa media del 30% della popolazione che consuma meno (77 euro, cL=77).[10] Alle famiglie ad alto reddito attribuiamo la spesa media del 70% della popolazione che consuma di più (151 euro, cH=151).
Questi parametri sono sufficienti per calcolare l’errore di selezione del taglio di accise, cioè la quota di risorse destinata ai redditi alti, che è l’82% ().
Per l’errore in caso di trasferimento mirato dobbiamo ipotizzare il tasso di evasione (e). Dato che dipendenti e pensionati sono tassati alla fonte, gli unici soggetti che possono dichiarare meno del dovuto sono i lavoratori autonomi, che sono circa 5 milioni secondo i dati Istat. Ipotizzando, per estremo, che nessun autonomo viva insieme a un altro autonomo, le famiglie in grado di evadere sarebbero il 20% del totale.[11] Ipotizziamo, per assurdo, che tutte queste siano ad alto reddito ed evadano una somma tale da ricevere il trasferimento. In questo scenario estremo il tasso di evasione sarebbe il 20% (e=0,2). L’errore di selezione del trasferimento mirato sarebbe allora del 32% (), molto meno della metà dell’errore nel caso di taglio di accise.
E se l’evasione, per assurdo, fosse più alta? La Fig. 1 mostra, al variare del tasso di evasione, i valori dell’errore del trasferimento diretto rispetto al taglio delle accise (che è indipendente dall’evasione). Gli altri parametri (q, 1-q, cH, cL) sono quelli ipotizzati sopra. L’errore di selezione del taglio delle accise è sempre superiore al trasferimento diretto, pure per livelli di evasione ancor più estremi.

[2] Un altro problema, non discusso in questa nota, del taglio delle accise quando aumenta il prezzo dei carburanti è che contenendo l’aumento del prezzo alla pompa, il consumatore non riceve il segnale di prezzo che disincentiverebbe il consumo di una risorsa divenuta scarsa.
[3] L’errore di selezione qui analizzato è quello derivante dall’erogazione del trasferimento a chi non ne avrebbe bisogno. Un altro tipo di errore, in teoria, è quello derivante dalla mancata erogazione del trasferimento a chi ne avrebbe bisogno. Ai fini dell’impatto dell’evasione fiscale, quest’ultimo errore è però irrilevante: non ci sono veri poveri che, evadendo, finiscono per figurare come ricchi perdendo il trasferimento.
[4] La dimensione temporale è irrilevante; basta che sia coerente con i consumi di carburante. Essendo questi espressi su base mensile (vedi il secondo paragrafo), abbiamo espresso anche il trasferimento su base mensile.
[5] S è lo sconto, inclusivo anche della minore IVA pagata quando le accise vengono ridotte.
[6] Il seguente risultato può essere ottenuto anche confrontando l’errore in euro commesso col taglio delle accise (ossia S⋅N⋅q⋅cH) o con il trasferimento (ossia T⋅N⋅q⋅e), assumendo che la spesa in euro dei due approcci sia la stessa.
[7] Da un’analisi di oltre 200 lavori risulta che in media l’elasticità della domanda di benzina al reddito è positiva, pari a 0,1 nel breve periodo e 0,23 nel lungo. Ciò significa che all’aumentare dell’1% del reddito la quantità di benzina domandata aumenta dello 0,1% nel breve e dello 0,23% nel lungo. Vedi Havranek T., Kokes O., “Income elasticity of gasoline demand: A meta-analysis”, Energy Economics, 2015.
[8] Matematicamente, con e=1 si ha che λT=q, mentre λA rimane pari a . Se
, in ogni caso λA>λT, cioè l’errore derivante dalle accise supera quello derivante dal trasferimento.
[9] Per il calcolo che segue non è rilevante quale sia specificatamente questa soglia di reddito visto che il calcolo dell’errore di selezione non dipende da essa. Detto questo, in presenza di evasione alcuni contribuenti sotto tale soglia nella distribuzione dei redditi dichiarati avranno redditi effettivi superiori, mentre altri resterebbero esclusi, pur avendo un reddito di fatto appartenente al 30% inferiore della distribuzione dei redditi effettivi. Si noti anche che, per semplicità, non distinguiamo tra reddito familiare e reddito individuale. Detto questo, la selezione dei contribuenti a reddito basso verrebbe tipicamente basata sull’ISEE, che è relativo al reddito familiare cui facciamo riferimento nel testo per il calcolo dei consumi di carburante.
[10] Il consumo dovrebbe essere espresso in litri. Tuttavia, ipotizzando che il prezzo al litro del carburante sia lo stesso per i redditi alti e per i redditi bassi, esprimere il consumo in euro o in litri è equivalente. Scegliamo gli euro perché i dati sono disponibili in euro. I dati si riferiscono al 2024 e sono mostrati come spesa media di ogni quintile della distribuzione dei consumi. Il consumo del 30% inferiore è stato da noi ottenuto attraverso una media ponderata in cui il consumo medio del primo quintile ha peso 2/3 e quello del secondo quintile ha peso 1/3. Vedi questo dataset Istat. Si noti che, infine, che la distribuzione dei consumi di carburante per classi di consumo è diversa da quella per classi di reddito che dovremmo qui utilizzare, ma la differenza è probabilmente modesta per le classi di reddito inferiori visto il più limitato livello di risparmi per i redditi bassi.
[11] Il totale dei lavoratori autonomi nel 2024 era di 5,18 milioni (dataset Istat). Ipotizzando che nessun autonomo viva con un altro autonomo, gli autonomi corrisponderebbero a 5,18 milioni di famiglie diverse. Il totale delle famiglie era di 26,38 milioni (dataset Istat). Il rapporto è il 19,6%.