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L’aumento dei prezzi dei carburanti è davvero così proibitivo?

04 settembre 2026

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L’aumento dei prezzi dei carburanti è davvero così proibitivo?

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Negli ultimi mesi media e partiti politici hanno sottolineato che i prezzi dei carburanti avevano raggiunto livelli insostenibili per le famiglie italiane e che un intervento dello Stato era assolutamente necessario per calmierarli. Questo ha contribuito alla decisione del governo di tagliare le accise. Ma sarebbe stato davvero insostenibile l’aumento dei prezzi dei carburanti in assenza del taglio delle accise? Questa nota mostra che l’aumento sarebbe stato pari, per la famiglia media proprietaria di auto, all’1,1% del reddito medio mensile (al netto delle imposte) di una famiglia. Visto il diverso aumento dei prezzi pre-imposte di benzina e gasolio, l’impatto sarebbe stato più alto per le famiglie che utilizzano solo auto a gasolio rispetto a quello per le famiglie che utilizzano solo benzina, ma anche per le prime l’impatto sarebbe stato contenuto. Naturalmente, all’interno di questa media, famiglie con redditi bassi che utilizzano carburante in misura elevata avrebbero avuto conseguenze ben più significative dall’aumento dei prezzi. Questo rafforza la conclusione che interventi più mirati sarebbero stati preferibili rispetto a tagli generalizzati delle accise.

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A causa dei recenti aumenti nel prezzo dei carburanti, il governo ha prolungato il taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio fino al 10 settembre.[1] In generale, negli ultimi mesi media e partiti politici hanno sottolineato che i prezzi dei carburanti avevano raggiunto livelli insostenibili per le famiglie italiane e che un intervento dello Stato era assolutamente necessario per calmierarli. Ma è davvero così? Questa nota discute l’impatto degli aumenti di prezzo di benzina e gasolio rispetto alla capacità di spesa mensile delle famiglie.

Tale impatto dipende dal consumo di carburante delle famiglie italiane, che può essere stimato dai dati sui chilometri percorsi dalle auto utilizzate dalle famiglie oppure dalla loro spesa per carburanti sostenuta prima degli aumenti.

(i) Stima basata sul chilometraggio

Partiamo dal numero di auto in circolazione: secondo una recente indagine Istat, nel 2021 in Italia c’erano circa 28,8 milioni di autovetture di cui 13,7 milioni a benzina e 15,1 milioni a gasolio.[2] Di queste, il 90% apparteneva alle famiglie. Assumendo che tale percentuale sia la stessa per le due diverse tipologie di auto, otteniamo 12,4 milioni di vetture a benzina e 13,7 milioni a gasolio.

Secondo la stessa indagine, le macchine a benzina percorrono in media 584 km al mese, mentre quelle a gasolio ne percorrono 1053 (quest’ultimo dato è però gonfiato dal fatto che le auto diesel sono spesso aziendali, anche se sono utilizzate dalle famiglie). Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nel 2022 un’auto a benzina percorreva in media 14,5 km con un litro, mentre una a gasolio ne percorreva 15,9.[3] Questo implica che una macchina a benzina consumava in media 40 litri al mese, mentre una a gasolio ne consumava 66. Non ci sono motivi per pensare che questi consumi siano cambiati molto da allora.

L’aumento di prezzo di benzina e gasolio, al netto dell’imposizione, tra il 28 febbraio, giorno in cui è iniziata la guerra in Iran, e il 25 agosto è stato rispettivamente di 35 e di 62 centesimi. Senza interventi governativi, quale sarebbe stato l’impatto sul bilancio delle famiglie? Per le auto a benzina, l’impatto sarebbe stato di 14 euro al mese per auto. Per quelle a gasolio, sarebbe stato di 40,9 euro per auto.

In media una famiglia italiana detiene 1,18 auto.[4] Ne consegue che il bilancio familiare sarebbe stato aggravato, in assenza di un intervento pubblico, di 16,5 euro per chi utilizza solo auto a benzina e di 48,3 euro per chi utilizza solo gasolio.[5] La seconda è certamente una sovrastima, visto che, come ricordato, il dato sulla percorrenza delle auto a gasolio è gonfiato dalla presenza nelle statistiche di auto aziendali.

(ii) Stima basata sulla spesa mensile prima degli aumenti

Un altro modo per derivare i consumi medi di carburante delle famiglie italiane è partire dai dati sulla loro spesa mensile. Secondo l’indagine sulle spese delle famiglie condotta dall’Istat nel 2024, le famiglie che possiedono almeno una macchina spendono in media 75,6 euro in benzina al mese e 66,4 euro di gasolio.[6] Dividendo questi dati rispettivamente per i prezzi medi al litro della benzina (1,82) e del gasolio (1,72) nel 2024, i litri di carburante consumati dalle famiglie ogni mese saranno 41,5 per la benzina e 38,6 per il gasolio.[7]

Moltiplicando questi risultati per l’aumento nei rispettivi prezzi, in assenza di intervento governativo, una famiglia avrebbe speso in media circa 15 euro in più per la benzina e 24 per il gasolio, per un totale di 39 euro. È un valore simile a quello ottenuto nella sezione (i) per famiglie che usavano solo gasolio e ben più alto di quello ottenuto per chi utilizzava auto a benzina. Questo è probabilmente dovuto al fatto che ora si stanno considerando solo famiglie che sono proprietarie di auto, mentre nella sezione precedente si guardava a una media che comprendeva anche chi non era proprietaria di auto. Nell’ultima sezione ci concentriamo quindi su quest’ultima metodologia visto che, ovviamente, l’impatto degli aumenti nel prezzo dei carburanti per chi non possiede auto è nullo.

(iii) Maggiore spesa rispetto al reddito medio netto delle famiglie proprietarie di auto

Un aumento della spesa per carburanti di 39 euro al mese, in media, per le famiglie che sono proprietarie di auto, in assenza di un intervento sulla tassazione, si confronta con un reddito medio delle famiglie italiane (al netto delle imposte), di circa 3400 euro al mese, ossia l’1,1%. La percentuale salirebbe all’1,4% se si utilizzasse il reddito mediano.[8]

Per i possessori di sole auto a benzina la spesa aggiuntiva per carburante scende a 28 euro (lo 0,8% del reddito medio e l’1% di quello mediano), mentre per chi ha solo auto a gasolio questa spesa arriva a circa 51 euro (l’1,5% del reddito medio e l’1,9% di quello mediano).[9]

 


[3] Vedi Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale: "La banca dati dei fattori di emissione medi del trasporto stradale in Italia".

[4] Questa stima è stata ottenuta dal rapporto tra il numero di auto possedute dalle famiglie e il totale delle famiglie analizzate nel campione considerato nella "Indagine sulle spese delle famiglie", Istat, 2024.

[5] L’impatto stimato sarebbe solo leggermente più alto se si tenesse conto del fatto che i consumi di carburante tendono ad aumentare nei mesi estivi. Stando ai dati del Ministero dell’Ambiente relativi al 2025, a giugno i consumi di benzina sono il 4,5% più alti della media annuale, quelli di gasolio sono sostanzialmente uguali. A luglio il consumo sia di benzina sia di gasolio è del 17% più alto della media annuale. Diversamente, ad agosto il consumo di benzina è del 6% più alto, mentre quello di gasolio è del 9,5% più basso della media annuale, calo dovuto alla riduzione delle attività commerciali. Considerando la media delle variazioni in questi tre mesi, l’impatto per auto a benzina è di 15,3 euro, mentre per un’auto a gasolio è di 42 euro. Il corrispondente impatto sul bilancio familiare sarebbe di 18 euro per gli utilizzatori di benzina e di 49,6 euro per gli utilizzatori di gasolio.

[6] Queste sono medie, naturalmente: la maggior parte delle famiglie probabilmente consuma solo benzina o solo gasolio, poiché molti nuclei possiedono solo uno dei due tipi di macchine. Sebbene sia riportato il numero di auto per famiglia, l’indagine non distingue le auto possedute in base al tipo di carburante. Perciò entrambi i dati si riferiscono a una spesa media di tutte le famiglie presenti nel campione.

[7] La ragione per cui il consumo di gasolio è minore rispetto all’analisi precedente è che le famiglie presenti nel campione dell’indagine possiedono in media meno auto a gasolio, probabilmente perché sono escluse le auto aziendali utilizzate dalle famiglie (incluse invece nei dati della precedente sezione). I prezzi medi sono stati ricavati dalla media di tutti i prezzi settimanali registrati nel 2024. Vedi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: "Open data - prezzi medi settimanali dei carburanti e combustibili".

[8] Per il reddito medio familiare del 2025, moltiplichiamo il reddito annuo medio del 2024 (39.501 euro) per l’incremento del 2025 (2,4%), per poi dividere per 12. Per il reddito mediano moltiplichiamo sempre il dato del 2024 (31.704 euro) per lo stesso incremento, per poi dividere per 12. Per il dato sul reddito medio e mediano annuo del 2024, vedi Istat: "Condizioni di vita e reddito delle famiglie | Anni 2024-2025". Per l’incremento del 2025, vedi Istat: "Conti nazionali per settore istituzionale | Anni 1995 - 2025".

[9] Nell’effettuare questo calcolo, per ripartire il numero di auto in circolazione appartenenti alle famiglie tra quelle a benzina e quelle a gasolio, abbiamo ridotto, rispetto ai dati riportati nella sezione (i), il numero delle auto a gasolio del 20%, in modo da correggere per l’inclusione in quei dati di auto aziendali.

Un articolo di

Marco Girelli, Gianmaria Olmastroni, Pietro Tempesta

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