Università Cattolica del Sacro Cuore

Qual è il significato della lettera inviata dalla Commissione Europea?

di Stefano Olivari

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In data 29 maggio 2019, la Commissione Europea ha inviato una lettera all’Italia in relazione alla sorveglianza fiscale. Con i nuovi dati rilevati nelle previsioni primaverili (Spring Forecast), si conferma che l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare la “regola del debito” nel 2018, come previsto dalle norme del Patto di Stabilità e Crescita.[1]

Entro due giorni, l’Italia deve rispondere spiegando le motivazioni che l’hanno condotta al non rispetto di tale regola. La valutazione qualitativa del rispetto della regola tiene conto dei seguenti “altri fattori rilevanti” (“other relevant factors”): la situazione economica generale, il livello dell’Obiettivo di Medio Termine, le operazioni di aggiustamento stock-flussi, le riserve accantonate e le voci di attivo di bilancio, le garanzie finanziarie, la sostenibilità del settore pensionistico, il livello di indebitamento del settore privato, gli effetti sul debito per le risorse destinate a EFSF e ESM e altri fattori ritenuti significativi dallo Stato membro e accettati dalla Commissione.

In caso di mancato rispetto dei criteri menzionati, o se c’è il rischio che le regole non vengano rispettate in futuro (malgrado l’attuale rispetto), la Commissione prepara un rapporto, in virtù dell’articolo 126 (3) del TFUE, illustrando le ragioni della proposta di una procedura per deficit eccessivo (PDE). Il rapporto per l’Italia verrà diffuso mercoledì 5 giugno.

Un simile rapporto era già stato emesso a dicembre, in cui sembrava che l’Italia avesse violato le regole. In accordo con il governo italiano, la Commissione aveva poi deciso di sospendere l’avvio della procedura di infrazione per la violazione della regola sul debito.

A questo punto non è chiaro quale sarà la conclusione del nuovo rapporto. In ogni caso, il rapporto dovrà poi essere valutato dall’EFC (Comitato Economico e Finanziario) entro due settimane (probabilmente il 14 giugno 2019), e soltanto dopo, eventualmente, ci sarebbe una raccomandazione di iniziare una procedura d’infrazione da parte del Consiglio, che è l’unico organo che può deciderne l’apertura (probabilmente a luglio 2019). Le tempistiche del processo erano state descritte nella Tavola 4 della nota dell’Osservatorio CPI “Le regole europee sui conti pubblici”. Quindi è chiaro che siamo solo agli inizi.


[1] Per maggiori dettagli sul funzionamento delle regole europee si veda la nota https://osservatoriocpi.unicatt.it/cpi-archivio-studi-e-analisi-le-regole-europee-sui-conti-pubblici.