Università Cattolica del Sacro Cuore

È vero che la “regola del 3 per cento" non è contenuta nei trattati dell’Unione Europea?

di Sofia Bernardini

C’è chi sostiene che i Trattati dell’Unione Europea non contengano la cosiddetta “regola del 3 per cento”, ovvero l’obbligo per i Paesi dell’Unione Europea di non superare la soglia massima del 3 per cento del rapporto fra il disavanzo pubblico (che si ha quando le uscite di uno Stato sono superiori alle sue entrate) e il Pil.[1] E’ falso: la soglia massima del rapporto disavanzo/Pil è contenuta nel protocollo 12 della versione consolidata del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e, come ci ricorda l’articolo 51 del medesimo Trattato, “I protocolli e gli allegati ai trattati ne costituiscono parte integrante”.[2]

                                                                             * * *

Breve storia della “regola del 3 per cento”

Nel 1992, gli allora dodici stati membri della Comunità Europea [3] firmarono il Trattato di Maastricht, il quale sanciva, tra le altre cose, le tappe per la creazione dell’Unione Monetaria, delineando il suo assetto istituzionale e i requisiti che gli Stati Membri avrebbero dovuto rispettare. In particolare, i criteri da osservare in materia di finanza pubblica riguardavano i rapporti, rispetto al Pil, del debito pubblico e dell’indebitamento netto (anche noto come disavanzo o deficit), ovvero la differenza tra uscite ed entrate dello stato (o, più precisamente, delle pubbliche amministrazioni). I cosiddetti “parametri di Maastricht” erano regolamentati nell’articolo 104 C e nel successivo protocollo per deficit eccessivo, nei quali si affermava:

“Gli stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi… La Commissione … esamina la conformità alla disciplina di bilancio sulla base dei due criteri seguenti:

a) se il rapporto tra il disavanzo pubblico, previsto o effettivo, e il prodotto interno lordo superi un valore di riferimento, a meno che il rapporto non sia diminuito in modo sostanziale e continuo e abbia raggiunto un livello che si avvicina al valore di riferimento; oppure, in alternativa, il superamento del valore di riferimento sia solo eccezionale e temporaneo e il rapporto resti vicino al valore di riferimento;

b) se il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo superi un valore di riferimento, a meno che detto rapporto non si stia riducendo in misura sufficiente e non si avvicini al valore di riferimento con ritmo adeguato. 

I valori di riferimento di cui all'articolo 104 C, paragrafo 2, del trattato sono:

- il 3 % per il rapporto fra il disavanzo pubblico, previsto o effettivo, e il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato:

- il 60 % per il rapporto fra il debito pubblico e il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato”.[4]

In seguito al passaggio dalla Comunità all’Unione Europea, all’ingresso di nuovi Stati Membri e alla firma di successivi Trattati e regolamenti, oggi i criteri da rispettare per il rapporto deficit/Pil e per quello debito/Pil sono contenuti nell’articolo 126 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), mentre i valori di riferimento del 3 e del 60 per cento vengono dichiarati nel Protocollo 12. Di conseguenza, sbaglia chi afferma che la “regola del 3 per cento” non ha giustificazione nei Trattati perché non contenuta nel testo oppure perché messa “in allegato”: “il 3 per cento” è esplicitato in un Protocollo che è parte integrante del TFUE, come affermato dall’articolo 51.[5]


[1] Si vedano, ad esempio, i seguenti articoli: https://formiche.net/2013/11/il-segreto-del-deficit-al-3/; https://www.alessioporcu.it/articoli/vocabolario-economia-rapporto-deficit-pil-3/

[2] https://europa.eu/european-union/sites/europaeu/files/eu_citizenship/consolidated-treaties_it.pdf

[3] Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna.

[4] https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/maastricht_it.pdf

[5] Nel tempo la “regola del 3 per cento” è stata mitigata tenendo conto dei cicli economici ed introducendo degli elementi di flessibilità. Per sapere quali sono oggi le regole europee per la finanza pubblica, si veda la nota “Le regole europee sui conti pubblici” disponibile all’indirizzo: https://osservatoriocpi.unicatt.it/cpi-Le_regole_europee_OssCPI.pdf.