Università Cattolica del Sacro Cuore

Il nuovo Documento Programmatico di Bilancio riduce la spesa per interessi e l’avanzo primario

di Andrea Gorga

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Il 13 novembre scorso, a seguito della richiesta della Commissione Europea di cambiare la manovra, il governo italiano ha pubblicato un nuovo Documento Programmatico di Bilancio (DPB), che aggiorna quello pubblicato il 15 ottobre. Le modifiche non sono sostanziali e riguardano principalmente le privatizzazioni che passano dallo 0,3 all’1 per cento del Pil. Come noto, le rassicurazioni del governo italiano non sono state sufficienti ad evitare la bocciatura da parte della Commissione Europea, arrivata il 21 novembre.

Il nuovo DPB apporta però anche alcune altre modifiche che richiedono una spiegazione. In particolare, la spesa per interessi è stata ridotta dal 3,7 al 3,6 per cento per cento del Pil. La diminuzione è dovuta all’effetto meccanico dell’aumento delle privatizzazioni e al conseguente minor debito del 2019. Il problema è che nell’aggiornamento del DBP sono state mantenute invariate tutte le variabili del quadro macroeconomico e quindi anche i tassi d’interesse sul debito pubblico. E qui viene il problema: il primo DPB fu infatti redatto a ottobre sulla base dei dati di settembre, quando sembrava che l’obiettivo per il deficit 2019 fosse all’1,6 per cento e di conseguenza lo spread era sceso fino circa 220 punti base. Da allora lo spread è salito attorno ai 300 punti base e parallelamente sono saliti i tassi a termine per il 2019. Di questo aumento il DPB rivisto non tiene assolutamente conto.

Un altro punto da notare è che il governo avrebbe potuto utilizzare il risparmio della spesa per interessi per ridurre il deficit. Invece il governo ha mantenuto inalterato il deficit al 2,4 per cento, il che significa che l’avanzo primario si è ulteriormente assottigliato, dall’1,3 all’1,2 per cento del Pil.

A causa delle numerose approssimazioni numeriche contenute nel DPB, non è possibile desumere esattamente la destinazione esatta di queste risorse (pari a 1,8 miliardi); si può notare però che nel DPB rivisto vi è una ulteriore frenata alla “lotta agli sprechi” in quanto la voce “razionalizzazione della spesa dei ministeri” viene ridotta di oltre 1 miliardo nel 2019. E’ quindi plausibile che le minori spese in interessi siano utilizzate per la copertura di questa mancata riduzione di spesa. L’Osservatorio dei Conti Pubblici auspica invece una prosecuzione del programma di tagli alla spesa pubblica improduttiva e una riduzione del deficit.