100 euro all’anno per i nuovi nati: in quali altri Stati è stato fatto?
Il disegno di Legge di Bilancio per il 2027 prevede un “Fondo Valore nuovi nati”, nel quale lo Stato verserà 100 euro all’anno fino al compimento dei 18 anni. Misure simili non sono nuove, ma non sono molto diffuse nel mondo. Così come in Italia, anche negli altri Paesi le somme sono spesso modeste, e non sembrano decisive per il futuro di un giovane. Tuttavia, in altri Paesi il contributo è di solito riservato a famiglie a basso-medio reddito o comunque prevede delle maggiorazioni per queste ultime, mentre in Italia il fondo sarà aperto a tutti. Inoltre, nella forma introdotta in Italia, il vantaggio politico è incassato dal governo che introduce la misura, ma il costo è in gran parte scaricato sui governi futuri: ipotizzando che nel 2027 nascano 350 mila bambini, come nello scorso anno, l’esborso immediato è di soli 35 milioni. A regime si arriverà a 630 milioni all’anno, se il numero di nati resta costante.
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Il disegno di Legge di Bilancio per il 2027 contiene il “Fondo Valore nuovi nati”. Lo Stato verserà 100 euro all’anno per ogni nuovo nato fino al compimento dei 18 anni in un apposito conto presso l’INPS; il totale per persona è dunque 1.800 euro. Non è chiaro se l’apertura scatterà in automatico o sarà necessaria una richiesta. Saranno possibili anche versamenti aggiuntivi da parte dei familiari, che potranno, entro certi limiti, essere dedotti dal reddito imponibile.[1] Il beneficio andrà a tutti i nati, indipendentemente dal reddito familiare.
Il denaro sarà utilizzabile solo al compimento dei 18 anni, salvo emergenze, e solo per spese scolastiche e universitarie, per avviare un’attività o per versamenti in un fondo pensione. Non è ancora chiaro né come verrà investita la somma, che sarà gestita da Cassa Depositi e Prestiti, né se i rendimenti saranno soggetti a tassazione.[2]
Anche se misure di questo tipo non sono nuove, non si tratta certo di una pratica universale. Sulla base dell’esperienza degli altri Paesi, descritta in seguito, a fronte dell’immediato vantaggio politico dell’annuncio ci sono aspetti meno positivi:
- Gli importi in questione, seppur in linea con quanto fatto da diversi Paesi, non sembrano decisivi nel futuro di un giovane, anche ipotizzando che il rendimento dei fondi investiti sia positivo. Nel caso di un rendimento reale dell’1%, il fondo, dopo 18 anni, varrebbe meno di 1.700 euro, a prezzi attuali. Anche con un rendimento reale del 3% l’importo resterebbe modesto (meno di 2.100 euro).[3]
- A fronte di un beneficio piuttosto modesto, non è chiaro quale sia l’aggravio di costi per la Pubblica Amministrazione dalla gestione di questo nuovo programma che, a regime, ipotizzando un’invarianza del numero dei nati, coprirebbe 6 milioni e 300 mila minorenni.[4]
- Se lo scopo è quello di incoraggiare il risparmio nel fondo dedicato ai giovani di genitori e altri parenti, vale la pena di ricordare l’esperienza britannica in cui uno schema simile fu eliminato per mancanza di evidenza di effetti sul risparmio.
- Se il vantaggio politico è incassato dal governo che introduce la misura, il costo è in gran parte scaricato sui governi futuri. Con poco più di 350 mila nati l’anno scorso e, probabilmente, anche meno quest’anno e nel 2027, l’esborso immediato è di soli 35 milioni. A regime, si arriverà però a 630 milioni all’anno, se il numero di nati resta costante.
- Il beneficio va a tutti, indipendentemente dal reddito familiare, il che è strano vista la scarsità di risorse dello Stato italiano. Nella maggioranza dei casi riportati in seguito il beneficio è condizionato, almeno in parte, all’avere un reddito medio-basso.
Consideriamo nel seguito in quali Paesi esistono misure simili, riassunte nella Tav. 1.[5]
Le misure presenti da tempo
- Regno Unito
Dal 2005 al 2010, in un conto apposito lo Stato ha versato per ogni nato 250 sterline all’apertura e altre 250 al compimento dei 7 anni. Per le famiglie a basso reddito le somme erano raddoppiate (500 sterline all’apertura e 500 dopo 7 anni). Il contributo totale è stato quindi di 500 sterline per tutte le famiglie e di 1.000 per quelle a basso reddito; considerando l’inflazione e la parità di potere d’acquisto (PPP), equivalgono a circa 690 euro per tutte le famiglie e 1380 per quelle a basso reddito.[6]
Erano possibili versamenti privati fino a 9.000 sterline l’anno e la somma era ritirabile dal compimento dei 18 anni, senza vincoli di destinazione; i rendimenti erano esenti da tassazione. La famiglia poteva scegliere se mantenere il denaro in un deposito, investirlo in prodotti finanziari a sua scelta o in fondi con specifici requisiti di diversificazione.[7] Il meccanismo agiva su richiesta, scattando poi in automatico dopo 12 mesi di mancata iniziativa delle famiglie.
Due diverse valutazioni sul programma hanno concluso che l’effetto sul tasso di risparmio non è stato significativo e che molte famiglie hanno perso traccia dei conti nel corso del tempo.[8]
- Canada
Dal 1974 è disponibile una determinata tipologia di conto deposito che ha vantaggi fiscali e le cui somme sono vincolate al sostenimento di spese universitarie.[9] Inizialmente i versamenti venivano effettuati dalle sole famiglie, ma dal 2004, per i nati in famiglie a basso e medio reddito, lo Stato versa nel piano 500 dollari canadesi all’apertura (circa 260 euro in PPP) e 100 all’anno (52 euro in PPP) fino ai 15 anni, per un massimo complessivo di 2.000 dollari (1.043 euro in PPP).
Se le somme non vengono utilizzate a scopi universitari, sono restituite allo Stato. I versamenti familiari possono essere recuperati.
- Taiwan
Nel 2017 è stato introdotto un tipo di conto deposito, da aprire presso banche commerciali, destinato ai nati in famiglie a basso o medio-basso reddito: lo Stato versa 10.000 dollari taiwanesi all’apertura (453 euro in PPP) e cofinanzia i versamenti privati (se la famiglia versa 100, lo Stato ne versa altri 100); il tutto nel limite di 15.000 dollari taiwanesi (679 euro in PPP) annuali di contributo pubblico.
Similmente alla proposta italiana, la somma è utilizzabile a 18 anni, salvo eventi gravi, e solo per spese per istruzione, formazione professionale o avvio di attività d’impresa.
- Singapore
Il sistema di Singapore si basa su tre conti principali collegati tra loro (lanciati tra il 1993 e il 2007).
Il primo conto, per i cittadini fino a 12 anni, è rappresentato da un contributo all’apertura di 5.000 dollari di Singapore (equivalenti a 3.860 euro a PPP) per il primo e il secondo figlio, e di 10.000 (7.720 euro a PPP) per il terzo e il quarto. Inoltre, per ogni somma depositata nel conto dai familiari, il governo ne deposita altrettanto fino a un certo limite.[10] I fondi sono immediatamente disponibili per spese di asilo nido, scuola materna e sanità.
Il secondo conto prevede un versamento governativo fisso annuale per tutti gli studenti cittadini tra i 7 e i 16 anni.[11] I fondi sono utilizzabili durante gli studi per tasse scolastiche e programmi di arricchimento formativo.
Il terzo conto raccoglie i saldi residui dei due conti precedenti; inoltre, da luglio 2025 per i giovani tra 17 e 20 anni è prevista una ricarica una tantum di 386 euro a PPP e un versamento statale che pareggia i versamenti familiari.[12] Il denaro serve a finanziare l’istruzione universitaria e, al compimento dei 30 anni, l’eventuale saldo residuo viene trasferito automaticamente nel fondo previdenziale individuale.
- Israele
Dal 2017 il governo israeliano supporta tutti i cittadini minori di 18 anni.[13] L’Istituto Nazionale di Previdenza versa 57 NIS (Nuovo Siclo Israeliano) al mese, corrispondenti a 10 euro a PPP, fino ai 18 anni con la possibilità, per i genitori, di aggiungerne altrettanti ogni mese prelevandoli dall’assegno familiare. Le famiglie possono scegliere tra un fondo previdenziale a maggior rendimento e volatilità e un conto bancario a tasso fisso più basso. Il capitale è bloccato fino ai 18 anni, età in cui il giovane può prelevarlo (per istruzione, servizio militare o transizioni alla vita adulta, ricevendo un ulteriore bonus se attende i 21 anni) oppure trasferirlo nel proprio fondo pensione.
- Corea del Sud
Dal 2007, la Corea del Sud segue una politica di supporto dei minori di 18 anni provenienti da famiglie a basso reddito. Il programma si basa su donatori privati e aziende sponsor che possono depositare fino a 100.000 won sud-coreani al mese (75 euro a PPP), con un’integrazione governativa equivalente al versamento privato.[14] Raggiunta la maggiore età, i fondi possono essere svincolati esclusivamente per istruzione universitaria, spese abitative, occupazione o avvio di un’impresa. Al 2024, 300 mila minori hanno ricevuto supporto da questo programma che ha accumulato un totale equivalente a circa 423 milioni di euro a PPP.
- Ungheria
L’Ungheria ha introdotto nel 2006 (e riformato nel 2012-2013) un sistema universale gestito dalla Tesoreria di Stato. Alla nascita di ogni cittadino residente, lo Stato accredita un contributo pubblico iniziale di 42 mila fiorini ungheresi (185 euro a PPP) in un conto vincolato; per aprire formalmente il conto titoli e attivare i versamenti integrativi, familiari e parenti possono depositare somme volontarie sulle quali lo Stato deposita annualmente il 10% dei versamenti familiari. Tutte le somme sono investite in titoli di Stato dedicati. Il capitale è bloccato fino al compimento dei 18 anni (con un vincolo minimo di 3 anni dall’apertura), dopodiché il giovane può svincolare l’intera somma esentasse senza più vincoli rigidi di destinazione d’uso. La misura è universale, ma presenta elementi redistributivi come l’aumento dei contributi statali al 20% dei versamenti familiari.[15]
Le misure più recenti [16]
- Kazakistan
Dal 2024, la metà del rendimento del fondo sovrano viene accantonata ogni anno per tutti i minorenni: l’importo per persona è ottenuto dividendo il rendimento per il totale dei beneficiari. Sono stati accantonati 100 dollari americani nel 2024 (160 euro in PPP), e 130 (209 euro in PPP) sia nel 2025 che nel 2026. I fondi possono essere ritirati solo al compimento di 18 anni e devono essere destinati a spese universitarie o per abitazioni.
- Stati Uniti
Negli Stati Uniti ci sono politiche federali e politiche statali.
Dal 4 luglio 2026, l’amministrazione Trump ha attivato un contributo universale una tantum di 1000 dollari (equivalenti a 610 euro in PPP) per i cittadini statunitensi nati tra il 2025 e il 2028, versato all’apertura di un conto d’investimento dedicato. Questo contributo ed eventuali versamenti aggiuntivi da privati[17] in fondi indicizzati azionari USA sono vincolati fino al 1° gennaio dell’anno del diciottesimo compleanno, momento in cui il conto si trasforma in un conto previdenziale.[18]
A livello statale, California, Connecticut, Illinois, Maine, Nebraska, Nevada, Pennsylvania, Rhode Island hanno introdotto misure simili a quella italiana. Ad esempio, in California viene erogato un contributo statale iniziale di 100 dollari per i nuovi nati dopo luglio 2022, che aumenta fino a un massimo di 1.500 dollari per i bambini provenienti da famiglie a basso reddito.
[1] I versamenti verranno dedotti dal reddito imponibile, nei limiti di 2.000 euro per ciascun soggetto versante e 5.000 euro per beneficiario. Vedi: “Bonus mamme, congedi parentali e fondo per la natalità: ecco le tre misure per la famiglia in manovra”, Il Sole 24 Ore, 29 ottobre 2026.
[2] In conferenza stampa, Giorgia Meloni ha dichiarato: “La somma di questo salvadanaio non sarà tassabile, non sarà pignorabile, non sarà utilizzabile fino ai 18 anni di vita, salvo che non sia per un’emergenza straordinaria ma in quel caso servirebbe l’autorizzazione di un giudice tutelare”. Vedi l’articolo citato in nota 1.
[3] Pur in presenza di un rendimento reale, il totale finale sarebbe inferiore a 1.800 euro in quanto il potere d’acquisto dei 100 euro di versamento annuale diminuisce nel tempo.
[4] Nel 2025 ci sono state 355.772 nascite. Ipotizzando che il numero di nati annuali si mantenga attorno ai 350.000, dopo 18 anni (momento in cui il programma raggiungerebbe il pieno regime), la copertura sarebbe appunto di 6,3 milioni di minorenni. Vedi: Istat, “Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2025”.
[5] Per Singapore, Canada, Stati Uniti, Israele, Regno Unito, Corea del Sud e Kazakistan molte informazioni provengono dal documento della Washington University “Over 30 Million and Growing: Child Development Accounts Around the World”, gennaio 2026.
[6] L’euro a PPP utilizza un tasso di cambio che considera il diverso potere d’acquisto nei vari Paesi. Ad esempio, dire che 500 sterline corrispondono a 690 euro a PPP significa che il paniere di beni e servizi che nel Regno Unito costa 500 sterline può essere acquistato in Italia spendendo 690 euro. Per i tassi di conversione a PPP di tutti i Paesi analizzati vedi “PPP conversion factor, GDP (LCU per international $)”, World Bank.
[7] Vedi la pagina del sito del governo inglese: “Child Trust Fund guidance notes”.
[8] Per una panoramica generale sulla misura, vedi Panjwani A., “Child Trust Funds”, House of Commons Library Research Briefing, settembre 2025.
[9] Vedi la pagina sul sito del governo canadese: “How the Registered Education Savings Plan and related benefits work together”.
[10] Da 4.000 dollari di Singapore (3.090 euro a PPP) fino a 15.000 (11.500 euro a PPP) in base al numero di figli.
[11] Al 2025: 230 dollari di Singapore (178 euro a PPP) per le scuole primarie e 290 (224 euro a PPP) per le secondarie.
[12] Anche in questo caso, fino a un tetto di 15.000 dollari di Singapore (11.500 euro a PPP) per il primo o secondo figlio e di 8.000 (6.180 euro a PPP) per i successivi.
[13] Supporta inoltre i minori palestinesi di Gerusalemme Est con residenza permanente.
[14] Il governo integra le somme depositate dai privati a un tasso di 1:1 per i primi 50.000 won sud-coreani (37 euro a PPP) e di 1:2 per il resto, fino a un contributo pubblico massimo di 200.000 won l’anno (150 euro a PPP).
[15] Per ulteriori informazioni vedi la pagina dedicata nel sito del Tesoro Ungherese: “Babakötvény”, Magyar Államkincstár.
[16] Una misura simile alla proposta italiana, ma a scopi previdenziali e non di sostegno allo studio, è prevista entrare in vigore in Germania dal prossimo anno. Avranno diritto al versamento di 120 euro all’anno in un fondo dedicato tutti i nati dal 2020 in poi che hanno tra i 6 e i 18 anni, per un totale per beneficiario di 1440 euro. Il contributo viene erogato, su richiesta, all’apertura di un fondo pensione privato; in assenza di iniziativa, le somme verranno investite collettivamente dalla Bundesbank, e i beneficiari potranno fare richiesta della parte a loro spettante in futuro. Le somme sono vincolate fino ai 65 anni. Vedi la pagina sul sito del governo tedesco: “Initial capital for private pension provision”.
[17] I parenti possono versare fino a 5.000 dollari per figlio all’anno e il datore di lavoro dei genitori fino a 2500.
[18] Per ulteriori informazioni sulla manovra vedi: “Trump Accounts for kids: The basics of Section 530A accounts”, Thrivent, 6 agosto 2026.