Perché l’inflazione a 12 mesi potrebbe aumentare anche se i prezzi rallentassero

09 ottobre 2026 | 3 min | Difficile

Il recente aumento del tasso d’inflazione a 12 mesi (tasso “tendenziale”), balzato dal 3,3% di agosto al 4,2% di settembre, è stato interpretato dai media esclusivamente come una diretta conseguenza del caro carburanti. Tuttavia, questo incremento riflette anche una dinamica statistica nota come “effetto base”, ossia l’uscita dal periodo di calcolo del tasso tendenziale di tassi di inflazione mensili negativi registrati nell’autunno dell’anno precedente. Per lo stesso motivo, anche ipotizzando una frenata dei prezzi a livello mensile, il tasso di inflazione a 12 mesi potrebbe salire al 4,5% a ottobre e al 5,0% a novembre.

Nome file
ocpi-ocpi-perche l inflazione a 12 mesi potrebbe aumentare anche se i prezzi rallentassero.pdf
Dimensione
217 KB
Formato
application/pdf
scarica il pdf

Il forte aumento del tasso d’inflazione (l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, NIC) a 12 mesi (tasso “tendenziale”, che è quello su cui si focalizzano i media) dal 3,3% di agosto al 4,2% di settembre è stato interpretato dai media esclusivamente come una diretta conseguenza del caro carburanti e del conseguente balzo dei prezzi rispetto al mese precedente.[1] Tuttavia, anche se questo balzo resta la principale causa dell’aumento dell’inflazione a 12 mesi, quest’ultimo riflette anche un effetto statistico di base. Per le stesse ragioni, anche se ci fosse una riduzione nel tasso di crescita mensile dei prezzi, il tasso di inflazione a 12 mesi probabilmente salirà ulteriormente a ottobre e novembre.

Il tasso di inflazione a 12 mesi: un chiarimento

In un certo mese, il tasso di inflazione a 12 mesi equivale alla cumulata (con tasso composto) dei tassi di aumento mensili dei prezzi registrati nel corso degli ultimi 12 mesi. Di conseguenza, se il tasso di crescita mensile, per esempio, del settembre di un certo anno è più alto del tasso mensile nel settembre dell’anno precedente, il tasso a 12 mesi aumenterà, anche se i prezzi stanno rallentando rispetto ai mesi precedenti. Questo effetto è noto in termini tecnici come “effetto base”.

Cosa dicono i numeri

Il tasso di inflazione mensile a settembre, ottobre e novembre del 2025 era stato particolarmente basso, anzi negativo, sia in termini grezzi che in termini destagionalizzati (Tav. 1).[2] Questo declino nel livello dei prezzi nell’autunno dell’anno scorso ha contribuito a contenere il tasso di inflazione a 12 mesi, rimasto al 3,3% fino ad agosto. L’uscita di questi mesi negativi dai 12 mesi rilevanti sta mettendo pressione verso l’alto al tasso d’inflazione a 12 mesi.

Il tasso di inflazione mensile a settembre 2026 è stato 0,7% (0,85% destagionalizzato), mentre a settembre 2025 l’inflazione era stata negativa (-0,2%; 0,04% destagionalizzato). L’inclusione dello 0,7% e l’esclusione del -0,2% spiega parte dell’impennata del tasso tendenziale. Nelle previsioni per ottobre e novembre, la situazione non cambia. Al 2025, i tassi mensili di questi mesi erano infatti anch’essi negativi: rispettivamente -0,3% e -0,2% (-0,17% e -0,01 destagionalizzati). Cosa accadrà al tasso di inflazione a 12 mesi a ottobre e novembre? Anche se i tassi di inflazione mensili scenderanno, l’inflazione a 12 mesi probabilmente aumenterà. Di quanto?

Ipotizziamo che a ottobre e novembre i prezzi riprendano a crescere a una velocità “normale” (2% annuo o 0,16% come tasso di inflazione mensile), al netto della variazione dei prezzi dei carburanti.[3] A ottobre, però, si dovrebbe registrare un calo del prezzo dei carburanti per i “tetti” adottati da ENI e altri. Tenendo conto di questo, e anche assumendo l’assenza di shock al rialzo o al ribasso di altri prezzi dell’energia nei due mesi in questione, il tasso di inflazione a 12 mesi salirebbe da 4,2% a settembre a 4,5% a ottobre e a 5,0% a novembre.[4]

Tav. 1: Tassi di inflazione mensili e a 12 mesi

 


[2] L’Istat non pubblica dati destagionalizzati dei prezzi, dato che l’indice dei prezzi al consumo in Italia è già depurato di alcuni effetti stagionali, come i saldi. Tuttavia, per sicurezza, abbiamo destagionalizzato la serie utilizzando il pacchetto standard di destagionalizzazione X13ARIMA-Seats.

[3] Un tasso di inflazione a 12 mesi del 2% corrisponde a un tasso mensile dello 0,1645% poiché (1 + 0,001645)12 - 1 ≈ 2%.

[4] Per il mese di ottobre consideriamo l’attuale riduzione dei prezzi di benzina e gasolio, rispettivamente 1,99 euro e 2,25 euro (contro i prezzi medi di settembre di 2,11 e 2,26. Vedi: Prezzi mensili carburanti, Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica). La riduzione mensile è moltiplicata per i rispettivi pesi nel paniere dei due beni (2,34% per la benzina e 2,09% per il gasolio. Vedi: Classificazione Ecoicop (5 cifre), Istat). In conclusione, i tassi mensili per ottobre e novembre sono 0,02% e 0,16%. Il tasso a 12 mesi è il risultato del rapporto tra indici mensili del 2026 e del 2025.

scroll-top-icon