Perché la crescita economica è più vigorosa in Spagna che in Italia?

09 gennaio 2026 | 3 min

Conta il costo dell’energia, molto più basso che da noi; l’immigrazione, assai più massiccia che in Italia, aiuta, ma non è un fattore decisivo.

Dal 2019 al 2024, il Pil è cresciuto cumulativamente del 9,8% in Spagna e solo del 6,5% in Italia. Secondo i preconsuntivi, nel 2025 la crescita è stata del 3% in Spagna e dello 0,4% in Italia. La spiegazione che viene solitamente data di queste grandi differenze ha a che fare con due variabili: il costo dell’energia e l’immigrazione.

Due recenti lavori dell’Osservatorio sui Conti Pubblici mettono a fuoco questi due temi e concludono che il basso costo dell’energia è sicuramente un fattore esplicativo importante (anche se non sufficiente), mentre l’immigrazione non lo è. Come si è già argomentato in un recente articolo su InPiù, il costo dell’energia elettrica per una Pmi industriale italiana supera del 56% quello di un’omologa spagnola. Si tratta di una differenza abissale a favore della Spagna, che si spiega con un maggiore contributo delle fonti rinnovabili (che forniscono oltre il 50% del fabbisogno) e del nucleare (20% del fabbisogno).

Invece, l’immigrazione non sembra essere un fattore decisivo. La crisi demografica spagnola è tanto seria quanto quella italiana (il numero medio di figli per donna in Spagna è 1,12 addirittura inferiore all’1,21 dell’Italia) e la crescita della forza lavoro è alimentata da un ampio flusso di migranti. La loro integrazione è facilitata dal fatto che la lingua spagnola è parlata in gran parte dell’America Latina, la principale fonte di immigrati. Di conseguenza, la popolazione in età lavorativa aumenta e così l’occupazione. Negli ultimi sei anni, il numero di occupati è cresciuto del 10,1%. Anche nel nostro Paese l’occupazione è cresciuta, alimentata da un forte aumento nella partecipazione al mercato del lavoro, ma l’aumento è stato limitato al 5,9%.

Il punto chiave però è un altro: il numero totale di ore lavorate, ciò che conta ai fini del Pil, è aumentato più in Italia (9,4%) che in Spagna (7,7%,). Questo perché le ore lavorate da ogni occupato in Italia sono aumentate del 3,5%, in gran parte a causa del gran numero di lavori part time involontari che si sono trasformati in full time. In Spagna, invece, le ore lavorate per dipendente sono diminuite del 2,2%. Il differenziale di crescita a favore della Spagna è quindi spiegato dalla produttività per ora lavorata, che è cresciuta del 2,1% nel periodo considerato, mentre in Italia è diminuita del 2,5% (!). La maggiore crescita della produttività oraria in Spagna è stata utilizzata in parte per produrre di più e in parte per ridurre, rispetto all’Italia, gli orari di lavoro. Anche da questo confronto emerge dunque come la variabile decisiva sia la produttività, che in Italia langue da ormai troppo tempo.


Leggi l’articolo completo sul sito InPiù.

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