Frammentazione e innovazione: la scommessa sul futuro dell’Italia secondo Panetta
Tre parole mi sono rimaste impresse dalle Considerazioni Finali del Governatore Panetta alla Relazione della Banca d’Italia: frammentazione, AI e formazione.
Il 29 maggio scorso il Governatore Panetta ha presentato le sue Considerazioni Finali alla Relazione della Banca d’Italia. Qual sono stati i temi principali? Tre parole mi sono rimaste impresse: frammentazione, AI e formazione.
Frammentazione: appare in diversi contesti, ma principalmente riferita a come l’economia mondiale e, in generale, il sistema di relazioni internazionali si stanno evolvendo. A livello economico, Panetta nota che “Le preoccupazioni per la sicurezza economica e l’autonomia strategica spingono i governi a ridurre la dipendenza dall’estero e a proteggere i settori essenziali: obiettivi ormai imprescindibili. Ma se perseguiti attraverso una frammentazione indiscriminata, essi finirebbero per restringere i mercati, accrescere i costi, indebolire le catene produttive e ridurre gli incentivi alla cooperazione e al rispetto delle regole.” Più in generale, l’ordine creato dopo la Seconda guerra mondiale si sta sgretolando. Ma, ammonisce il Governatore: “La risposta non può essere la chiusura. Riaffermare il valore della cooperazione non significa ignorare la fragilità dell’assetto precedente, né rinunciare alla sicurezza economica e all’autonomia strategica. Significa evitare che … la frammentazione finisca per indebolire proprio ciò che si dovrebbe difendere: lavoro, sviluppo, benessere.”
AI: l’intelligenza artificiale appare già nella sesta riga del documento, quando si nota che da essa è derivato un impulso importante alla crescita americana nel 2025. Ma l’analisi degli effetti dell’AI sull’economia mondiale ricorre in tutte le parti del testo. Un’intera sezione è dedicata a questo tema e al ritardo con cui l’Europa si sta muovendo: “Cinque grandi aziende statunitensi detengono circa tre quarti della capacità di calcolo mondiale … La Cina sta rapidamente riducendo il divario, mentre l’Europa rimane in ritardo.” La sezione nota anche che l’AI ha grandi potenzialità in termini di crescita della produttività e che non si deve temere il progresso tecnologico che rende obsolete alcune professioni ma ne genera di nuove. Ma la “rivoluzione tecnologica non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata … Servono regole adeguate a tutelare il pluralismo, l’apertura dei mercati, la concorrenza e la dignità del lavoro; vanno condivise a livello globale.”
Formazione: il tema è legato a quello dello sviluppo tecnologico: “L’innovazione … non riduce automaticamente le disuguaglianze; in assenza di competenze diffuse può ampliarle, premiando chi è in grado di utilizzarla e lasciando indietro chi ne resta escluso. In Italia questi rischi sono accresciuti da debolezze nella formazione e nella valorizzazione delle risorse umane.” Il Governatore ci ricorda purtroppo che la quota di trentenni laureati “rimane inferiore a quella delle altre principali economie”, che “il rendimento dell’istruzione terziaria resta contenuto”, che una “quota crescente di giovani laureati si trasferisce all’estero” e che per uscire dall’attuale situazione occorre rafforzare “il sistema di istruzione, affinché formi più persone con una preparazione elevata e capaci di interagire con l’intelligenza artificiale… Nel tempo andranno potenziate le risorse: in Italia la spesa pubblica in istruzione è oggi 1 punto di Pil inferiore alla media europea: il divario è concentrato nella spesa universitaria.” Concordo. Speriamo che qualcuno lo ascolti.