Alcune domande sulle proposte di Vannacci

11 settembre 2026 | 2 min

Qual è l’ideologia che ispira Vannacci?

Ho sempre evitato di scrivere di Vannacci perché la sua ascesa è stata proprio dovuta alla pubblicità che gli hanno fatto i suoi critici, a partire da quando pubblicò, inizialmente a sue spese, il celebre “Il mondo al contrario”. Ma, con la consacrazione nell’Olimpo di Cernobbio, la sua fama è ormai consolidata, per cui ogni mio scrupolo appare ingiustificato. Utilizzo quindi questo spazio per porre alcune domande all’On. Vannacci, relativamente all’ideologia che lo ispira.

Primo, perché non ha il coraggio di dire chiaramente di essere razzista, nel senso di ritenere che esista un’ereditarietà di sangue che rende gli italiani un popolo diverso dagli altri e che con altri non si deve mescolare? Le sue affermazioni e quelle dei suoi seguaci lo suggeriscono (“Ritengo che nelle mie vene scorra una goccia del sangue di Enea, Romolo, Giulio Cesare, Mazzini e Garibaldi”; “Per fare un italiano non ci vuole un corso di educazione civica: ci vogliono secoli.”). Perché ha paura di dirlo? Vuole essere politically correct?

Secondo, l’aspetto estetico per Vannacci è importante per definire l’italianità, dato che, per esempio, la campionessa Paola Egonu, è, dice lui, “italiana di cittadinanza, ma è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità”. Cosa è allora che rende l’italiano davvero italiano? A pensarci bene, Vannacci stesso potrebbe essere facilmente scambiato per turco o marocchino. Cosa lo rende italiano nell’aspetto?

Terzo, la sua proposta di remigrazione prevede di pagare gli immigrati per lasciare l’Italia, anche quelli che si sono perfettamente integrati. Perché mai dovremmo farlo? Che male fanno se restano qui? E se restano, Vannacci è favorevole a forme di segregazione razziale? E se invece se ne vanno, come li rimpiazziamo? Sempre che le politiche per la natalità funzionino (vedi sotto), per fare un uomo ci vogliono vent’anni (citazione Guccini-Nomadi). Che facciamo nel frattempo? L’On. Vannacci è mai stato in una fabbrica italiana? Ha visto quanti sono i lavoratori con i “tratti somatici” a lui cari?

Quarto, Vannacci vuole introdurre una serie di misure per rilanciare le nascite. Il numero medio di figli per donna in Italia è sceso a 1,14 nel 2025. A quanto pensa di poterlo riportare? E conosce nessun Paese che sia riuscito a farlo risalire da questi livelli a 2, cioè quanto è necessario per mantenere la popolazione almeno costante? Pro memoria: anche Mussolini adottò massicce misure per rilanciare la natalità, senza successo peraltro. Se non ci riuscì lui ci può riuscire Vannacci? 

Quinto, dove prendiamo i soldi per fare tutte le remigrazioni, introdurre gli incentivi alla nascita e tutte le altre belle cose che stanno nel programma di Futuro Nazionale? A questa domanda Vannacci ha risposto che lui non fa il ragioniere. È vero che, come lui dice, il líder máximo deve dare le linee guida, ma poi deve anche avere il coraggio di dire la verità agli elettori su come possono essere realizzate tali linee guida. Altrimenti è una presa in giro. 

Infine, capisco che Vannacci non ci voglia dire se è antifascista, dato che il fascismo è una cosa del passato. Ma almeno ci potrà dire qual è il suo giudizio storico del fascismo? No, perché il suo giudizio storico su Cesare, Mazzini, Garibaldi, e pure Enea, ce lo ha dato. Ma si ferma lì. Forse non ha studiato la storia del XX secolo?

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