Quei dazi Usa al 50% sui prodotti indiani

11 settembre 2025 | 2 min

Difficile trovare una logica in tanta stravaganza.

Di tutte le stravaganze di Trump, quella di mettere dazi al 50% sui prodotti made in India è sicuramente una della più insensate. Gli indiani sono al tempo stesso furiosi per questa decisione di Trump, anche perché gli Stati Uniti sono il principale mercato dell’India, e stupefatti perché non capiscono se devono concludere che gli Usa non sono più un Paese alleato o comunque un Paese con cui una nazione non allineata come l’India può intrattenere relazioni speciali come è accaduto negli ultimi anni sotto la guida di Narendra Modi. La presenza del primo ministro indiano alla riunione del gruppo di Shanghai a fianco di Xi Jinping e Putin è la manifestazione evidente che l’India ha deciso di diversificare le proprie relazioni diplomatiche ed economiche. Ed è una pietra tombale sull’idea che lo scopo di Trump sia quello di isolare la Cina.
 
Si aggiunga che questa decisione è stata presa con la motivazione che l’India sta continuando a comprare gas russo, che, tra parentesi, è molto a buon mercato. Ma gli indiani non hanno capito perché debbano essere puniti per questo proprio nei giorni in cui Trump accoglieva Putin con il tappeto rosso e un caloroso applauso in Alaska. Si aggiunga che Trump ha abbandonato il tradizionale schieramento pro India nella guerra con il Pakistan, atteggiandosi a mediatore neutrale e lamentando persino che l’India non lo stia proponendo per il Nobel per la pace. Onestamente, è difficile trovare un metodo dietro tanta stravaganza. Forse è proprio solo stravaganza e megalomania.

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