I salari sono bassi, ma il colpevole non è il fiscal drag

22 ottobre 2025 | 2 min

Fra il 2019 e il 2024 il fiscal drag è stato interamente compensato dalle riforme che hanno modificato il sistema tributario e i contributi sociali.

Non c’è dubbio che in Italia i salari siano bassi, ma il colpevole non è il fiscal drag. Lo dimostra un recente rapporto della BCE che stranamente in Italia è passato quasi inosservato. Il lavoro, assai complesso e ponderoso, è il frutto della collaborazione di oltre una trentina di ricercatori. La complessità risiede nel fatto che il lavoro non utilizza scorciatoie tecniche e ricostruisce tutte le riforme che sono state fatte in ogni Paese e per ogni classe di reddito per alleviare o compensare gli effetti del fiscal drag sui redditi delle famiglie, soprattutto di quelle meno abbienti.

La conclusione per l’Italia è che, limitandosi alle sole variabili tributarie (Irpef e tax expenditures), le riforme hanno compensato circa il 40% del fiscal drag potenziale accumulato nel periodo 2019-2023. Quando però si includono anche i tagli ai contributi per i dipendenti introdotti nel 2022, ampliati nel 2023-2024 e divenuti strutturali (sotto forma di alleggerimento tributario) con la legge di bilancio 2025, il fiscal drag risulta più che integralmente compensato. Il risultato può apparire sorprendente, ma è coerente con i dati del Dipartimento delle Finanze relativi alle ritenute sui lavoratori dipendenti. Tra il 2019 e il 2023 le ritenute Irpef sono cresciute del 14,73%, in linea con la crescita del monte redditi da lavoro dipendente (+14,62). L’eguaglianza di queste due variabili si verifica perché le riforme hanno compensato l’aumento di pressione fiscale dovuto al fatto che le retribuzioni nominali sono aumentate e i redditi si sono collocati in scaglioni di imposta più elevati.

Nel 2024 le ritenute sono aumentate del 7% e i redditi del 5,08%: lo scarto, +1,92 punti percentuali pari a circa 3,46 miliardi, non è attribuibile al fiscal drag dal momento che l’inflazione si è fermata al 0,98% e le retribuzioni di fatto sono cresciute in termini reali del 2,34%. In Italia, come nella maggior parte dei Paesi europei, la progressività del sistema fiscale fa sì che a un aumento dell’1% della base imponibile corrisponda un aumento molto maggiore (fino a 1,8-1,9%) del gettito. Non sorprende, quindi, che a un aumento del 5,08% dei redditi corrisponda un aumento del 7% del gettito. Il rialzo del gettito 2024 sui dipendenti è dunque spiegato fisiologicamente dalla progressività del sistema fiscale e non dal fiscal drag.

 

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