Guerra commerciale: vincono gli USA, economia più forte
…a meno che il resto del mondo riesca a dare una risposta non troppo scoordinata.
Se davvero si scatenasse una guerra commerciale a seguito dei dazi decisi da Trump chi ne uscirebbe vincitore? Tre ricercatori del prestigioso Peterson Institute of International Economics (W. McKibbin, M. Hogan e M. Noland) hanno provato a usare un modello di equilibrio economico generale per rispondere a questa domanda. Fatta la tara per le inevitabili semplificazioni di un esercizio di questo tipo, la risposta ha una parte scontata e una parte abbastanza sorprendente. L’ipotesi è che gli Stati Uniti mettano un dazio del 25% sulle merci importate da Canada e Messico e che questi due Paesi rispondano con uguali dazi sulle loro importazioni dagli Stati Uniti. La parte scontata è che i dazi fanno male a chi li mette. I dazi americani provocano un aumento dei prezzi interni, il che riduce il potere d’acquisto dei consumatori e comprime la competitività delle imprese che utilizzano gli input importati; quindi un po’ più di inflazione, un po’ meno crescita e minore creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti. Abbastanza intuitivo è anche che i dazi americani facciano più male a Canada e Messico, via compressione delle loro esportazioni, che agli USA. Il motivo è che le esportazioni di questi due Paesi verso gli USA sono una quota molto piccola del (grande) Pil americano e sono invece un quota significativa del Pil di Canada e Messico.
La parte meno intuitiva è che anche i contro-dazi di Canada e Messico fanno più male a questi due Paesi che agli Stati Uniti. La spiegazione sta ancora una volta nella grande dimensione del Pil americano; talché, come per le esportazioni, anche le importazioni di Canada e Messico dagli USA sono una quota piccola del Pil USA e significativa del Pil di Canada e Messico. Ci sono pochi dubbi che questa sia la realtà, perché le esportazioni totali sono l’11% del Pil USA e rispettivamente il 33% e il 40% del Pil di Canada e Messico. Alla luce di queste evidenze, Dani Rodrik, in un articolo su Project Syndicate, consiglia di non reagire e lasciare che Trump si faccia male da sé. Dunque dobbiamo arrenderci prima ancora di combattere? La risposta è che dipende da quanti Paesi vengono colpiti dai dazi americani e se questi riescono a dare una risposta non troppo scoordinata. Infatti, le cose cambierebbero se gli USA si imbarcassero in una guerra commerciale contro tutti o comunque contro una parte rilevante del resto del mondo. In questo caso, gli USA ne uscirebbero verosimilmente perdenti perché le esportazioni del resto del mondo verso gli USA (uguali, a meno di errori e omissioni, alle importazioni totali USA) sono solo il 5% del Pil del resto del mondo. In sostanza, in uno scenario di guerra commerciale, agli USA converrebbe una tattica del divide et impera o, se si vuole, degli Orazi e Curiazi. Ma non è chiaro come questa tattica possa essere coerente con la visione strategica di Trump. Fra pochi giorni capiremo se e come Trump intenda piegare la sua visione strategica a un pragmatico calcolo di convenienza economica.
Leggi l’articolo completo qui.