Giorgetti ministro delle Finanze dell’anno (per gli altri)

09 gennaio 2025 | 2 min

Un rammarico: che il riconoscimento gli sia venuto dall’estero, mentre dall’interno gli piovono critiche.

Giorgetti è stato indicato come ministro delle Finanze dell’anno da The Banker, la rivista mensile del Financial Times. La motivazione è che è risultato credibile il suo piano per ridurre il deficit pubblico dell’Italia e per sostenere gli investimenti pubblici, due condizioni per ridurre, alla lunga, il rapporto debito/Pil. La motivazione aggiunge anche che in Italia quello di ministro delle Finanze è un mestiere ingrato. E infatti di solito viene affidato a un tecnico che non ha bisogno di raccogliere consensi. In questo caso, invece, il risultato è stato ottenuto da un ministro politico che ha saputo fare buon uso di una sua ampia rete di relazioni. La decisione fa anche riferimento al fatto che in ottobre Fitch aveva alzato il rating dell’Italia da stabile a positivo. Evviva, viene da dire! Per fortuna che c’è il Financial Times, per fortuna che c’è Fitch e che qualcuno si accorge che Giorgetti sta facendo un buon lavoro.

Il rammarico è che questo riconoscimento non gli sia venuto dall’Italia, dalla nostra società civile, fatta di imprenditori, professionisti, accademici, intellettuali. Chi giudicasse sulla base dei talk show o delle proteste, più o meno giustificate, di sindacati, categorie, organizzazioni imprenditoriali, avrebbe l’impressione che questo governo si diverta a generare dissenso strozzando la sanità, la scuola, la ricerca, la difesa e quant’altro. E avrebbe l’impressione che il tipo che guida il dicastero di Via XX Settembre sia come quel matto che guidava in autostrada contromano. Speriamo che adesso gli opinion maker di questo Paese capiscano che Giorgetti guida nella corsia giusta e che le tante richieste di risorse che vengono avanzate, spesso con buone ragioni, devono fare sempre, seriamente, i conti con il tema del debito pubblico.

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