Allarme per le perdite Bundesbank
La Corte dei Conti tedesca condanna implicitamente la politica espansiva della BCE.
Mentre in Italia si critica la BCE per gli aumenti, ritenuti eccessivi, dei tassi d’interesse, in altri Paesi la si critica per avere fatto una politica troppo espansiva negli anni scorsi. L’occasione di una nuova pungente critica, con possibili risvolti costituzionali, è venuta dall’allarme sulle perdite della Bundesbank lanciato dall’Ufficio Federale di Controllo (all’incirca la nostra Corte dei Conti). L’argomento è il seguente: la Bundesbank, come tutte le banche centrali che hanno partecipato ai massicci acquisti di titoli pubblici negli anni scorsi (Fed e Banca d’Italia incluse), sta registrando un forte peggioramento del conto economico. Il motivo è che all’attivo vi sono i titoli a medio e lungo termine acquistati negli scorsi anni che rendono poco più di zero e al passivo vi sono depositi delle banche la cui remunerazione (oggi 3,5 per cento) riflette immediatamente le decisioni della BCE sui tassi di interesse.
Negli ultimi due anni la Bundesbank ha azzerato la distribuzione di utili allo Stato e nel bilancio di quest’anno afferma che in futuro gli oneri potrebbero superare il capitale e le riserve, nel qual caso la Banca dovrebbe registrare una perdita a valere sugli anni successivi. Secondo l’Ufficio di Controllo, c’è il rischio che la Bundesbank debba essere ricapitalizzata dallo Stato con un vero e proprio bail-out, il che rappresenterebbe una lesione della sovranità del Bundestag in materia di bilancio. Come si vede, ce n’è abbastanza per un nuovo ricorso alla Corte Costituzionale tedesca, la quale potrebbe censurare l’operato della Bundesbank in quanto acquiescente – anche se sempre molto critica – nei confronti delle scelte iperespansive della BCE. Per l’oggi non cambierebbe nulla, ma sarebbe un avvertimento per il futuro.
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