Un debito comune europeo è la soluzione al problema italiano?
Per poter portare in Europa proposte di mutualizzazione del debito in essere occorre trovare dei modi per evitare di trasferire oneri fiscali sui contribuenti di altri paesi, nonché per preservare gli incentivi a perseguire politiche di bilancio responsabili. Proposte di questa natura non cambiano quindi il percorso che l’Italia deve fare per rendere sostenibile la propria finanza pubblica. E ciò proprio in virtù della premessa: se non si traferiscono oneri sui contribuenti di altri paesi, l’onere del debito rimane tutto sulle spalle degli italiani, presenti e futuri.
Ma ciò non significa che proposte come quella della Banca d’Italia siano inutili. Esse servono ad evitare che improvvisi cali della fiducia trasformino una crisi di liquidità in insolvenza.
In ogni caso, gli altri paesi non potrebbero non chiedersi cosa succederebbe nel caso in cui l’Italia, o un altro paese in una situazione simile, smettesse di versare la propria quota per il servizio del debito che è stato messo in comune. Si possono immaginare vari modi per sanzionare il paese in questione, ma tutti comportano un notevole trasferimento di sovranità fiscale alle istituzioni europee. Come al solito, non ci sono pasti gratis. Se vogliamo avere l’aiuto dell’Europa, dobbiamo essere disposti a cedere sovranità.