Università Cattolica del Sacro Cuore

Articoli e contributi

  • 28.02.2019: Siamo scivolati nel girone dei tre peggiori. Colpe storiche, ma pure di questo governo; La Stampa

"Ieri, la Commissione europea ha parlato (di nuovo) e non sono state parole dolci. Chiariamo però il contesto in cui queste parole sono state pronunciate. Il giudizio è venuto all’interno di una procedura messa in piedi nel 2011 quando la Commissione (e i Paesi membri dell’Unione europea) riconobbero che non era sufficiente guardare solo ai conti pubblici per vedere se un Paese stava alimentando squilibri dannosi a se stesso e al resto dell’Unione. Occorreva una prospettiva più ampia, che considerasse, per esempio, anche l’andamento dei conti con l’estero, la crescita della produttività, la disoccupazione, gli sviluppi del sistema bancario. Per questa ragione fu creata una «procedura di squilibri macroeconomici»...Leggi di più...

  • 12.02.2019: La corsa all'oro | Le cupidigie dei politici sulle riserve auree; Inpiù

Giampaolo Galli

"L'oro della Banca d'Italia fa gola a chi pensa solo alle prossime elezioni e non sa come far quadrare il bilancio dello Stato. Si tratta di 2.452 tonnellate che, valutate al prezzo del 31/12/2017, valgono 85,3 miliardi di euro. Sembrano tanti soldi, ma sono meno del 5% del nostro debito pubblico. Se dunque venisse venduto tutto l'oro e la vendita non avesse alcun effetto sul prezzo, il debito pubblico scenderebbe al 126%. Si tratterebbe di una riduzione molto modesta, che non farebbe alcuna differenza ai fini dello spread. Questo infatti diminuirebbe...Leggi di più...

  • 10.02.2019: Spread e recessione segni premonitori di una nuova crisi; La Stampa

"Nel frastuono mediatico dello scontro diplomatico con la Francia che ci ha tenuto occupato nei giorni scorsi ha attirato troppo poca attenzione uno sviluppo economico di grande importanza: il ritorno dello spread sui livelli prevalenti a inizio dicembre. Non è solo l’aumento dello spread a essere importante (in una settimana è salito di 50 punti base, l’aumento settimanale più rapido osservato da ottobre), ma anche, e soprattutto, la causa di tale aumento.  Prima di Natale le oscillazioni dello spread avevano riflesso notizie sulle intenzioni politiche del governo e sulle possibili conseguenze di tali intenzioni per i nostri rapporti con Bruxelles...Leggi di più...

  • Il nuovo regime forfettario ex art. 1 co. 9 della legge di bilancio 2019 

Mauro Peveri Dottore Commercialista

"Quando ho sentito parlare per la prima volta della legge che avrebbe modificato il previgente regime forfettario per professionisti e imprese devo ammettere che ho pensato dovesse essere considerata una sorta di risarcimento per chi, faticosamente e con rischi non indifferenti, decide d’iniziare un’attività d’impresa o una professione. Attività che non comportano tutele particolari, che spettano invece normalmente a chi ha un lavoro dipendente: indennità malattia, tfr, indennità di disoccupazione, pensione, infortuni sul lavoro, ecc; tutele o diritti che rappresentano per i lavoratori dipendenti un patrimonio importante. Quando poi ho letto e approfondito le norme approvate dal parlamento ho cambiato idea..." Leggi di più

"L'Istat ha parlato e le notizie non sono buone. Il Pil nel quarto trimestre del 2018 è sceso dello 0,2%. L’Istat ha anche confermato la crescita negativa nel trimestre precedente. Due trimestri negativi: è una recessione «tecnica», ma questo è di per sé una pura definizione. Quali sono le cose rilevanti? Primo, l’obiettivo di crescita del Pil del governo per il 2019 (1%) non è a rischio, è impossibile da raggiungere. Prendiamo il foglio di calcolo. Se anche ipotizziamo una piccola ripresa della crescita già nel primo trimestre di quest’anno e una parziale accelerazione nel secondo trimestre, quando l’effetto espansivo del reddito di cittadinanza e della quota 100 potrebbe cominciare a farsi sentire, per arrivare a una crescita annua dell’1% in media nel 2019, il Pil negli ultimi due trimestri di quest’anno dovrebbe crescere a un tasso annualizzato di quasi il 4,5%, ritmi che in Italia non si vedono da decenni...Leggi di più...

"Non si deve minimizzare il cambiamento portato dal governo con l’approvazione del decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100. Seppure con un forte ridimensionamento rispetto alle promesse elettorali, il decreto è coerente con quelle promesse: porta maggior spesa pubblica e la finanzia in buona parte in deficit. Il cambiamento c’è. Che sia un cambiamento in meglio è un’altra questione. Da un punto di vista formale le maggiori spese sono finanziate da maggiori tasse. Nel 2019 la pressione fiscale sale un po’ e, soprattutto, nel 2020 c’è un forte aumento dell’Iva, per effetto delle famose clausole di salvaguardia..." Leggi di più...

"Il dato italiano sulla produzione industriale in novembre (-1,6 su base mensile e -2,6 su base annua) è davvero preoccupante. Il fatto che questo dato si collochi all’interno di un generale indebolimento della attività economica dei principali Paesi europei non ci può consolare («Mal comune mezzo gaudio»). Anzi ci dovrebbe rendere ancora più preoccupati per almeno tre motivi. Il primo è che il dato di novembre segue mesi in cui la nostra produzione industriale non ha certo brillato: la caduta nell’ultimo anno è stata del -2,6 per cento, la peggiore performance dal 2014...Leggi di più...

"Inizia l’anno: è tempo di previsioni. Ma visto che noi economisti non abbiamo la sfera di cristallo, non mi lancio in previsioni su quello che accadrà nel 2019, accontentandomi di un’analisi dei fattori positivi e negativi che influenzeranno l’economia italiana nei prossimi 12 mesi. Siate così gentili da trarre voi le conclusioni. Cominciamo dai fattori positivi. Il primo è che la politica monetaria in Europa resterà espansiva. I tassi di interesse in Europa sono bassi il che dovrebbe sostenere la crescita. La Bce ha interrotto il proprio programma di quantitative easing, che pompava liquidità nelle banche, ma ormai le banche sono molto liquide e non è certo la mancanza di liquidità a frenare l’economia...Leggi di più...

"Come andrà a finire? Meglio non scommettere ma, se dovessi farlo, punterei su un rinvio del giudizio: la Commissione non proporrà l’inizio di una procedura di penalizzazione per l’Italia, rinviando a primavera la valutazione finale. Conte ha annunciato un deficit del 2,04% del Pil, invece del 2,4. Il nuovo obiettivo millimetrico legittima battute ironiche (pure io mi sono lasciato andare a un tweet in cui, celiando, mi sono chiesto se il 2,4 iniziale non fosse solo il risultato di un «refuso», l’omissione di uno zero), ma segnala la volontà di arrivare a un compromesso..Leggi di più...

"Temo che buona parte dell’opinione pubblica interpreti lo scontro sulla nostra legge di bilancio, in atto tra governo italiano e Commissione Europea, in termini un po’ troppo semplificati: il governo italiano vorrebbe una legge di bilancio orientata alla crescita, mentre la Commissione vorrebbe una legge di bilancio orientata alla riduzione del debito pubblico. E tra crescita e debito sembrerebbe ovvio cosa fare: occorre dare priorità alla crescita. Questa lettura, questa antinomia tra crescita e riduzione del debito, è però sbagliata. Lo è per il governo italiano, che ritiene, e sta scritto nel contratto di governo, che l’unico modo per ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil sia far crescere il Pil..Leggi di più...

"Molti, si dice anche nelle sfere del governo, pensano di poter piegare la volontà dell’Europa rispetto alla violazione delle regole fiscali europee perché l’Italia è troppo grande per metterla nei guai. E, soprattutto, si pensa che, per lo stesso motivo, nel caso in cui lo spread salisse a livelli insostenibili, l’Europa verrebbe comunque in soccorso, anche finanziariamente. Dopo tutto, la lezione di Lehman Brothers è stata chiara: le grandi banche sono «too big to fail», troppo grandi per lasciarle fallire. Lo stesso varrebbe per una grande nazione come l’Italia: il costo per il mondo sarebbe troppo alto. E’ una pia illusione..." Leggi di più...

"Da qualche giorno lo spread ha superato i 300 punti base, il livello da alcuni ritenuto il «punto del non ritorno», quello che indicherebbe l’inizio di una crisi che potrebbe farci rivivere l’incubo del 2011-12. Spero che l’Italia non sia ancora arrivata a quel punto, e penso che non ci arriveremo in assenza di uno shock recessivo dall’esterno, anche se gli obiettivi annunciati per i conti pubblici nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Nadef) della scorsa settimana aumentano i rischi. Ma non è dei conti pubblici che voglio parlare in questo pezzo. Voglio parlare di crescita..." Leggi di più...

"Dati recentemente pubblicati dalla Banca d’Italia indicano una «fuga» degli investitori esteri dal mercato dei titoli di Stato italiani: 25 miliardi in maggio e 33 in giugno, le fuoriuscite più grosse negli ultimi anni. La quota di debito pubblico detenuta da investitori esteri è così scesa al di sotto del 31 per cento a fine giugno, rispetto a un valore superiore al 33 per cento in aprile.." Leggi di più...

"In una serie di interventi in Parlamento e sulla stampa, il ministro Savona ha chiarito il suo pensiero a tutto campo sulla politica economica. Sintetizzando, e sperando di non far torto al ministro, l’idea è che l’Italia dovrebbe convincere la Commissione Europea non solo ad accettare, ma addirittura a farsi essa stessa promotrice, «nel reciproco interesse», di un piano di investimenti pubblici a carico del bilancio italiano che dovrebbe essere nell’ordine di 50 miliardi l’anno, ossia il 3 per cento del Pil." Leggi di più...

"Non ho mai fatto politica e non credo sia nelle mie corde. Ma da cittadino vorrei un movimento politico basato su una semplice idea: quella dell’uguaglianza nelle opportunità.   L’idea dell’uguaglianza nelle opportunità non è nuova, ma nel nostro panorama politico non è certo in voga. Altri sono i messaggi. Per la Lega il messaggio è: prima gli italiani. E’ il messaggio di tutti i movimenti nazionalisti..." Leggi di più...

"L'intervento del Ministro Tria durante la discussione del Documento di Economia e Finanza è stato accolto da sollievo e plauso, soprattutto per l’enfasi data alla necessità di ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil. Mi spiace fare ancora una volta il guastafeste, ma quanto ha detto Tria non mi sembra poi così rassicurante. Vediamo perché.  Le priorità   Tutti, al governo e fuori, concordano su due priorità: aumentare la crescita, ancora troppo bassa in Italia..." Leggi di più...

"I commenti apparsi sulla stampa dopo la pubblicazione della versione finale del «contratto per il governo del cambiamento» si sono focalizzati sulla genericità e talvolta contraddittorietà del documento, nato dalla fusione di due anime, quella dei 5 stelle e quella leghista. Insomma, il contratto non sarebbe caratterizzato da una sua identità, se non da un generico desiderio di cambiamento. Che il contratto rifletta un compromesso tra due anime è evidente." Leggi di più...

"La lettura dei documenti commissionati dal Movimento 5 stelle a un gruppo di docenti universitari guidati dal professor Della Cananea per individuare elementi di convergenza e divergenza tra i programmi dei pentastellati, del Pd e della Lega (non del centrodestra, ma della sola Lega) suscita due reazioni." Leggi di più...

"Il rapporto pubblicato ieri dal Fondo Monetario Internazionale sull’economia mondiale (il World Economic Outlook o Weo) ci presenta un quadro decisamente positivo. Restano però alcuni significativi rischi. Il punto non è tanto cercare di indovinare se tali rischi si materializzeranno (prima o poi questo è inevitabile), ma valutare se, in caso di shock, l’economia mondiale sia in grado di sostenerli senza troppi patemi, se sia resiliente rispetto a imprevisti." Leggi di più...

"Quali sono i costi economici del ritardo nella formazione del nuovo governo? Non credo che un ritardo anche significativo avrebbe ripercussioni immediate sull’economia italiana. Ma l’impossibilità di prendere decisioni strategiche per il nostro futuro accrescerebbe, in modo apprezzabile, i rischi che l’economia italiana dovrebbe fronteggiare nel medio periodo (o anche prima sotto certe condizioni)." Leggi di più...

"Non sappiamo ancora se le discussioni post-elettorali consentiranno di trovare una maggioranza stabile o se torneremo presto a votare. Ma sappiamo che il governo che prima o poi sarà formato si troverà ad affrontare due problemi ancora critici per la nostra economia: il nostro basso tasso di crescita e il nostro alto debito pubblico. Il legame tra questi problemi è l’oggetto di questo articolo." Leggi di più...

"Su una cosa tutti sembrano concordare in questo dibattito post elettorale: un possibile governo di coalizione dovrà essere basato su un accordo sui contenuti cioè sulle cose da fare. Sia 5 Stelle sia la Lega chiedono di ottenere il mandato per formare il governo e dicono: siamo disposti a vedere chi è pronto a stare con noi sulla base del nostro programma di governo. Naturalmente, qualche compromesso sarà necessario se si vuole formare una coalizione, ma un compromesso dovrà comunque essere basato su una comunanza di intenzioni." Leggi di più...

"Cipro, Croazia e Italia. Cosa hanno in comune questi tre Paesi, oltre ad aver la fortuna di essere bagnati dal nostro stupendo Mediterraneo? Sono gli unici tre Paesi rimasti nella lista di quelli che la Commissione europea, nel suo annuale esercizio di sorveglianza macroeconomica pubblicato il 7 marzo (il «Semestre Europeo»), continua a considerare come caratterizzati da eccessivi squilibri macroeconomici." Leggi di più...

"Nel mio ultimo articolo su questo giornale avevo notato che i programm i elettorali dei vari partiti sono spesso vaghi e pieni di incoerenze. Ciononostante, è possibile individuare differenze di visione economica in tali programmi. Vediamo quali sono queste differenze focalizzandoci, in particolare, sugli obiettivi di finanza pubblica. " Leggi di più...

"Verrebbe voglia di non andare a votare. Sì perché un cittadino vorrebbe andare a votare dopo essersi fatto un’idea chiara di cosa i vari partiti intendono fare una volta al governo. Invece, i programmi presentati dalle tre principali forze politiche, soprattutto in campo economico, restano pieni di contraddizioni e affermazioni vaghe. E non sto parlando soltanto della mancanza di coperture (un problema ormai ovvio a tutti). È che proprio i programmi sono mal definiti e talvolta contraddittori" Leggi di più...

"In questo clima pre-elettorale, la necessità di trovare fonti di copertura credibili per le proposte di riduzione di tasse (e per nuove spese ritenute prioritarie) ha portato diversi partiti e movimenti a rivisitare il tema dei possibili risparmi che potrebbero essere ottenuti eliminando gli «sprechi» nella spesa pubblica. Alcuni hanno anche fatto esplicito riferimento alle mie proposte avanzate nel marzo 2014" Leggi di più...

"L’economia mondiale gode di buona salute. Questo è quanto ci dice il Fondo Monetario Internazionale nelle sue nuove previsioni di crescita pubblicate a Davos lunedì scorso («World Economic Outlook Update – Brighter Prospects, Optimistic Markets, Challenges Ahead»). Il Pil mondiale (quanto prodotto nel mondo) è aumentato del 3,7 per cento nel 2017, in accelerazione rispetto all’anno precedente. L’accelerazione è sincronizzata: in 120 Paesi che rappresentano tre quarti dei Pil mondiale" Leggi di più...

"Si può abolire la riforma Fornero? Tutto si può fare, ma occorre capirne le conseguenze. Andiamo allora a vedere, usando qualche numero invece che affermazioni generiche, cosa ha fatto la riforma Fornero e se ci sono margini di manovra. La riforma delle pensioni contenuta nel decreto legge 201/2011 (lo chiamerò così d'ora innanzi perché si è personalizzato anche troppo) fa seguito a diversi altri interventi" Leggi di più...

"Quasi tutti i principali partiti politici dicono di voler tagliare le tasse, ma il centro destra vuole farlo attraverso l’introduzione di una flat tax, un cambiamento radicale anche se introdotto gradualmente. E’ una buona idea? Che cos’è la flat tax? Ce ne sono tante varianti, ma l’idea principale è quella di avere un’unica aliquota per l’Irpef (invece di aliquote diverse per diversi scaglioni di reddito), per le altre tasse sul reddito (come la tassa sul reddito delle società, l’Ires) Leggi di più...

"Finisce l’anno. Finisce la legislatura. È tempo di bilanci. Rispondere alla classica domanda: «State meglio o peggio di cinque anni fa?» è facile. Stiamo meglio, almeno dal punto di vista economico. Le risposte ad altre domande sono però meno rassicuranti."  Leggi di più...

"Scegliereste come amministratore del vostro condominio qualcuno che vi promette un nuovo ascensore, un sistema di riscaldamento più efficiente e una riverniciatura degli esterni, ma non vi dice quali saranno le spese totali del condominio, le rate condominiali e, soprattutto, se alla fine i conti torneranno?" Leggi di più...  

"La rottura tra governo e Cgil sul tema delle pensioni lascia quest’ultima solo apparentemente isolata. Molti, sia a destra sia a sinistra, auspicano una sostanziale revisione delle passate riforme pensionistiche...  " Leggi di più...  

"Alcuni giorni fa Jyrki Katainen ha detto che i politici italiani mentono sui nostri conti pubblici, la cui situazione non sta per niente migliorando. L’affermazione è pesante per un vicepresidente della commissione europea, lui stesso un politico di lungo corso essendo stato primo ministro della Finlandia per tre anni." Leggi di più...

"Ho accettato volentieri di commentare il paragrafo sulle tasse e quello sui lavori pubblici del saggio di Frédéric Bastiat “Ciò che si vede e ciò che non si vede”, per la loro attualità in un momento in cui nel nostro paese si discute animatamente di come le politiche di spesa pubblica e di tassazione..." Leggi di più...